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 E’ un po’ che non scrivo, ma tra lavoro, e lavoro e lavoro … mi sono  bruciato il Blog!

Ieri grande giornata di regata , soprannominata “only the brave” …pero’ se porto a casa la barca è meglio.
Scendiamo il lago  d’Iseo da Lovere a motore, vento assente, ineffetti sono solo le 9.00 cosa vuoi che ci sia. I venti termici che spazzano il lago in questo periodo tardano a farsi sentire. Comunque con un equipaggio di novizi con mille problemi alla drizza dello spi partiamo armati di molto fiducia. Il motore 4 cv mi rompe i timpani e mi fa anche un po’ spazientire, c’e’ solo spazio per poter ripassare ruoli a bordo.

Arrivano le 12.00  un bel venticello in lontananza comincia a gonfiare le vele, ma subito qualche segnale strano arriva; ogni 20 metri un salto di vento anche di 90° , assurdo e davvero preoccupante. Dopo 5 minuti vediamo arrivare da prua delle onde formate piuttosto minacciose, sicuramente più a Sud vento forte. Le mogli ci informano che a Sarnico non si riesce a camminare dal vento, ma , come al solito, non credo se non vedo e commento la telefonata con una piccola risata. Passano pochi minuti, dietro il corno di Predore vedo spuntare una schiuma e un numero impressionante di onde che fanno delle ochette davvero simpatiche . E’ il vento!!!! partiamo …due bordi di bolina e siamo dentro!

Più barche ci segnalano fortissime raffiche, e alcuni tornano indietro, un semplice sguardo con la ciurma e capisco subito che la loro intenzio è la mia … AVANTI!!!!

Entriamo nel vento, alcuni strumenti segnano 25 nodi  e raffiche di 40 la barca sbanda tremendamente,  due bordi cattivi e ci rendiamo conto che è davvero dura questa volta. Il mascone sbatte violentemente più volte sulle onde, è ormai una canzone che sentiro’ per almeno tutto il giorno (peggio di San Remo) più volte la barca tenta di straorzare, del resto la nostra barca da regata non prevede terzaroli….

Si va’, alla prima partenza siamo secondi, alti in boa e cattivissimi….fino alla prima virata, Gian quasi fisice in acqua, abbiamo dovuto lascare il fiocco per riportarlo a bordo, altra virata, con straorza finale,…..continuaiamo così….i ragazzi mi sembrano reattivi ma impauriti dalla situazione. Poppa, non ci penso neanche a dare l’ordine per drizzare lo SPI….la barca plana come mai visto….siamo velocissimi! Si arriva alla fine del lato di poppa, una violenta strambata per riorzare decisi…altra raffica e la barca sbanda paurosamente, il carrello del trasto ormai non tiene più, e lotto contro le straorze che il voento mi impone. Un cabinato scuffia, un Asso perde un uomo e lo recuperano con molte difficoltà….

Non vado avanti altrimenti ci annoiamo, riassumendo ho visto 2 volte la barca con il boma in acqua, carrello del trasto andare in mille pezzi, l’acqua che supera la falchetta e si inserisce nei gavoni, scontare una penalità da manuale e presentarsi sul cancello di arrivo come eroi; dopo questo posso dire di essermi divertito molto e di aver potuto contare su amici di regate davvero straordinari.

Grazie

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