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Domenica 1 Giugno 2008, si parte da Bergamo ala volta di Etrusca Marina (ex Marina di Scarlino), il tempo di trovare un po’ di solito traffico sulla Cisa ed ecco a ore 12.00 l’arrivo in barca.

Pochi preparativi, molta cambusa da scaricare e uno zaino con quattro vestiti. Mi accorgo che è più lo spazio occupato dalla mia inseparabile cerata che quello dedicato al vestiario di ordinanza.

Arrivano gli amici e via rotta porto Azzurro. La solita corrente ci fa derivare un po’ verso cerboli quando , sotto un vento di 10 Kts costanti al traverso,  sento per radio una imbarcazione che avvista una “balena morta” . La radio portante è piuttosto forte quindi capisco subito che l’imbarcazione che ha segnalato è molto vicina. Esco dal mio angolo di carteggio col binocolo, non sarebbe il massimo dopo neanche un’ora di navigazione impattare con la prua contro una balena. E a ore 11 avvisto l’enorme carcassa , attorno un walzer di barche che in circolo scattano foto e ricordi della puzzolente balena morta. Io mi limito a girarle al largo e segnalare la posizione alla capitaneria, non vorrei che qualcuno la incontrasse inaspettatamente.

Riprendiamo la rotta verso porto azzurro, è ormai tardi ed un bellissimo tramonto ci aspetta mentre cerchiamo un lugo riparato nell’affolata rada dove dare ancora. Un segnale diamo 40 mt di catena e la barca è ferma. La compagnia è ottima, il dondolio di continui arrivi di vicini d’ormeggio ci fa pensare alla nostra pancia, si mangia finalmente. Riso freddo ed un ottimo prosecco .

E’ quasi notte, due chiacchiere sulla prossima giornata e tutti a nanna. Normalmente non dormo mai benissimo quando siamo in rada, ogni tanto è inevitabile dare un’occhiata al punto barca, e salendo in pozzetto mi perdo osservando le solite stelle.

Alle 3.00 AM siamo svegliati da quattro furboni i quali bussano pesantemente sul mascone della barca , esco di fretta i pensieri in 2 metri mi fanno pensare al peggio “sicuramente qualche collisione in vista , forse l’ancora spedata, forse briganti”. Ed invece 4 ragazzi con un tenderino a remi ubriachi come pochi che mi scambiano per un certo Massimo. Ho impiegato qualche minuto (in mutande) a spiegare loro che non sono Massimo ; il momento più strano è stato dopo qualche minuto quando i ragazzi mi hanno chiesto “E dove è Massimo allora?”   🙂

Sono le 7.00 AM ci “svegliamo” una sana colazione e si fa rotta a sud dell’Isola….e domani raccontero’ l’aventura di maestrale!!!

 

Ciao a tuttio

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