Archivio mensile:settembre 2008

Mi son rotto il paterazzo

Tempo fa il buon Rinaldi ha postato sul suo BlogNon capisco un Paterazzo

Questa frase mi ha fatto ricordare di quando veramente mi si è rotto il paterazzo. Circa un paio di anni fa ero in barca con degli amici ai quali stavo facendo da capobarca per un corso Fiv. Tra virate e strambate quasi al limite del voltastomaco (ogni tanto ci provo anche gusto),  decido di fare un lungo bordo a fil di ruota. Si fila a circa 8/9  nodi sostenuti da un bel ventone che ci porta sempre al limite  di una violenta strambata grazie alle gesta maldestre dei nostri giovani apprendisti. Noto subito che i ragazzi sono un po’ stanchi e volendo spiegar loro come si fa a strambare a mo’  di crocerista decido di timonare per un po’ . Spiego più e più volte l’avvertimento del genoa che si sgonfia, segno premonitore che probabilmente presto ti “salteranno le corna “ , capiscono in fretta per fortuna (quando si parla di corna…). Il vento da stabile passa a un rafficato deciso, segnale inequivocabile di divertimento all’orizzonte. Mentre decido di orzare per stringere un po’ , sento una legnata  impressionante dietro la testa, non capisco sono tutti davanti a me, che zzo sarà mai accaduto, un  gabbiano in picchiata ? Una balena in tuffo sulla mia testa? I soliti con l’F18 che vengono a rubarmi il cappellino? Che cavolo sarà mai …. Dopo pochi secondi  vedo  il paterazzo svolacchiare sopra la mia testa. “GIU’ la RANDA ….GIU LA RANDA…” urlo a più non posso … I ragazzi mi guardano e ridono….

CHE ZZO RIDETE, GIU’ LA RANDA HO DETTO… nel frattempo una botta rapida allo stopper del genoa  fa andar giù la vela di prua per quei pochi metri che servono per non far spingere troppo sull’albero. Cominciavo ad avvertire una disastrosa disalberata con la randa e albero finiti a riva a qualche centinaio di metri di distanza.

Ripeto: Giù sta zzo di randa….forse a causa del mio sguardo di fuoco i ragazzi capiscono di dover tirar giù a razzo la randa…. e così finalmente fanno…nel frattempo ovviamente   porto la barca contro vento senza farla sbattere troppo su quelle onde che potrebbero dare l’ultima botta a sartie,strallo e albero. La randa è giù … con un salto affero il paterazzo (povera schiena) ,lascio il timone al primo mal capitato, ed  in qualche maniera cerco di sistemare gli arridatoi. Da subito scopro che quel fulmine di guerra del capo-base durante la manutenzione invernale, non aveva fissato il controdado  che blocca  paterazzo-arridatorio-barca. Quella disattenzione nella manutenzione mista alle raffiche che sferzavano le vele  hanno fatto anche strappare le ultime parti di filetto… con un po’ di pazienza riesco, a mano, a fargli fare quel paio di giri per poter fissare il cavo d’acciaio quel tanto che basta per ritornare in porto.  Pericolo scampato…

 

Ecco, per fortuna c’e’ chi ironizza ma c’e’ chi il paterazzo l’ha rotto davvero…..il dramma è quando il paterazzo ti si rompe e ti cominciano a girare le sartie ahahahha….

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che stress il Lunedì

Quando passi un week end all’insegna di un buon relax, consapevole di essere quasi uscito dal mio layer Dieta 1 , chi ha voglia di rientrare in ufficio?

Comunque bisogna pur iniziare e ogni buona settimana ha anche un terribile lunedì di inferno. Sono da un cliente, Microsoft con il sito inchiodato, CD che non partono, il teletrasporto che non mi funziona, il cervello in menopausa….

 

AIUTOOO .. quasi quasi chiamo sul 16!!! In tutto questo marasma una sorpresa….poi raccontero’

post sempre criptici…

Adesso lascio il testo di una canzone….

Io sono Francesco (Tricarico)

Buongiorno buongiorno io sono Francesco
io ero un bambino che rideva sempre
ma un giorno la maestra dice oggi c’è tema
oggi fate il tema, il tema sul papà
io penso è uno scherzo sorrido e mi alzo
le vado vicino ero contento
le dico non ricordo mio padre è morto presto
avevo solo tre anni non ricordo non ricordo
lei sa cosa mi dice neanche mi guardava
beveva il cappuccino non so con chi parlava
dice “qualche cosa qualcosa ti avran detto
ora vai a posto e lo fai come tutti gli altri”
puttana puttana, puttana la maestra
puttana puttana, puttana la maestra
io sono andato a posto ricordo il foglio bianco
bianco come un vuoto per vent’anni nel cervello
e poi ho pianto non so per quanto ho pianto
su quel foglio bianco io non so per quanto ho pianto
brilla brilla la scintilla brilla in fondo al mare
venite bambini venite bambine e non lasciatela annegare
prendetele la mano e portatela via lontano
e datele i baci e datele carezze e datele tutte le energie
Cadono le stelle è buio e non ci vedo e la primavera
è come l’inverno il tempo non esiste neanche l’acqua del mare
e l’aria non riesco a respirare
e a dodici anni ero quasi morto
ero in ospedale non mangiavo più niente
e poi pulivo i bagni, i vetri e i pavimenti
per sei sette anni seicento metri quadri
tadanatadadana
e il mio capo il mio capo mi ha salvato
li ci sono giochi se vuoi puoi giocare il padre è solo un uomo
e gli uomini son tanti scegli il migliore seguilo e impara
buongiorno buongiorno io sono Francesco
questa mattina mi sono svegliato presto
in fondo in quel vuoto io ho inventato un mondo
sorrido prendo un foglio scrivo viva Francesco
brilla brilla la scintilla brilla in fondo al mare
venite bambini venite bambine e non lasciatela annegare
prendetele la mano e portatela via lontano
e datele i baci e datele carezze e datele tutte le energie
venite bambini venite bambine
e ditele che il mondo può essere diverso
tutto può cambiare la vita può cambiare
e può diventare come la vorrai inventare
ditele che il sole nascerà anche d’inverno
che la notte non esiste guarda la luna
ditele che la notte è una bugia
che il sole c’è anche c’è anche la sera

Dove è finito Alex,

Fervono i preparativi per la presenza a Zaino Zingaro di Sabato prossimo, ma soprattutto cresce la voglia di sentire Alex Bellini.

Infatti sabato il navigatore montanro solitario, si connetterà via satellite con la maifestazione per raccontarci con una rapida telefonata quanto accade in aperto oceano pacifico. Ci sarà anche Francesca la moglie di Alex, quella santa donna….

Intanato la navigazione di Alex continua tra alti e bassi. Riporto una email ricevuta :

Il Signor Venturi e´ stato poco generoso questa volta… In pratica e´ stato in mia compagnia solo ieri in cui sono riuscito a fare 45 miglia, mentre oggi gia´ ero tornato sui vecchi standard e con gran fatica sono riuscito ad arrivare a 33 scarse. Il mare, molto mosso, sicuramente non mi ha agevolato ed il vento da ENE mi ha richiesto non pochi sforzi per rimanere a Nord di Ata. A proposito di Ata: il maltempo di oggi non mi ha concesso il piacere di ammirare l´ultima isola tongana. Dicevo del mare mosso. Ieri e´ stato addirittura peggio. Oltre che mosso era proprio brutto e pericoloso in quanto le onde si formavano improvvisamente, sotto ai miei occhi e alcune non avevano nulla da invidiare (per dimensioni) a quelle da 30 nodi. Un attimo il mare era quasi calmo, l´attimo dopo era in gran subbuglio ed anche la piu´ piccola onda si poteva rompere in un violento frangente. Mai prima d´ora avevo visto una situazione cosi´ poco chiara e visto che mi trovavo a navigare proprio in una zona a fondale poco profondo ho pensato che fosse proprio quello il motivo. Tutta l´acqua che fino a 100 miglia prima copriva una fossa di 10.500 mt ora si doveva comprimere in soli 1000 e per questo, mi dicevo, era tutta agitata. Ancora tantissimi uccelli in giro. Sembravano tutti impazziti! Tutti quei diversi strilli e richiami mi facevano pensare ad uno zoo. Oggi pensavo che, nel fare una distinzione tra l´impresa dell´Atlantico e questa, ho sempre tralasciato l´aspetto che, forse, tra tutti e´ quello che piu´ mi ha condizionato la vita e la “performance”: l´alimentazione. Avevo sofferto molto la fame e quando non era la fame soffrivo una non adeguata alimentazione che con il tempo mi aveva ridotto proprio male. Quest anno, come mi e´ gia´ capitato di raccontarvi, ho affidato questo aspetto cosi´ cruciale ad un medico nutrizionista valtellinese il quale mi ha risolto tutti I problemi d´alimentazione avuti nel 2005/6. Sono particolarmente soddisfatto della presenza giornaliera del Parmigiano Reggiano che, oltre che buono, e´ una fonte energetica (grassi e proteine) insostituibile. Mi sono detto che, non appena il mare mi concedera´ un po´ di tregua, tornero´ anche a pescare. Noto da qualche tempo dei pesci di medie dimensioni (che ci starebbero tranquillamente nel pentolino) che nuotano da mattina a sera molto vicino alla barca e con il fucile sara´ abbastanza semplice catturarli

Zaino Zingaro

Contrariamente a chi pensa che il mondo sia troppo piccolo, io invece ritengo che sia immensamente grande. In questo sistema maggiormente popolato da Acqua marina è facile incontrare esseri terrestri :-).

Questi esseri oltretutto hanno la capacità di incontrarsi per pure causalità e non per casualità condividono obiettivi, passioni, modi di essere.

Giusto l’altro giorno pensavo all’occasione di aver conosciuto Alex Bellini tempo fa , e ora un altro solitario di avventure (terrestri) , il buon Marino Curnis. Marino l’ho conosciuto perchè ha invitato Progettovela al festival dei viaggiatori ,un evento da lui organizzato conosciuto come “Zaino Zingaro” . La manifestazione diventerà un luogo di incontro per chi ama conoscere in tutte le sue forme il Mondo viaggiando. Io presenterò un video-diario dei viaggi in vela nei nostri mari e terro’ una mini-mni-lezione di vela e nodi (chissà magari qualcuno si ammala come me) .

Marino è un Bergamasco che tempo fa ha cercato di raggiungere il Giappone a piedi dall’Italia, aiutato solo dalle sue gambe e forza di volontà. E’ incredibile quanti elementi in comune abbiano Marino, Alex e Vittorio Malingri…. li ammiro e per certi versi vorrei essere come loro; sguardo umile, forza di volontà fuori dal comune, e soprattutto minimalisti. Mi verrebbe da dire….li becco tutti io 🙂

Ora Marino ha scritto il suo libro,  IL SOGNO CALPESTATO   ….il titolo dice davvero molto quindi non vado avanti , leggetelo. http://www.marinocurnis.com/Condivis/EPC/DiarEPC.htm

Io leggo davvero poco,soprattutto libri di storie vere e vissute da scrittori che descrivono emozioni in rima persona (Bianchetti, Moitissier,Bellini) . Noto pero’ che purtroppo oggi molti, forse troppi scrivono libri, sviluppano incontri con editori supplicandoli di stampare pur di dire IO HO SCRITTO UN LIBRO… il libro di Marino è uno di quelli che non è stato scritto da sole mani o manie, ma da passione vera.

www.marinocurnis.com questo è il suo sito , semplice come lui.

e finalmente Barcolana

 

Con gli amici di Progettovela stiamo organizzando la nostra presenza alla Barcolana 2008. E’ uno di quegli eventi dove ti ritrovi con vcchi amici e vedi il maggior numero di imbarcazioni a vela in una ristretta area di mare.

Ovvio non c’e’ agonismo, ma solo tanta volgia di esserci e solo per il gusto di esserci. Purtroppo l’anno scorso l’ho dovuta guardare dal mio letto, pensando ai miei amici che erano partiti 3 giorni prima con turni anche di notte di navigazione pur di esserci.

Fabio mi mandaun SMS ” E’ quasi più dura seguire il Giorgio tra le vie di Trieste che governare la barca nella Bora”. Infatti l’amico Giorgione, con il quale stiamo per organizzarci per andare a La Roquelle a vedere la partenza della Vendee Globe, è solo riuscito a stare buono in barca, poi si è dedicato ai sapori molto ENOgastronomici della zona. Da BARCOLLANA.

Stiamo organizzando e penso partiremo da Jesolo, evviva la barca…e chi viene è il benvenuto

…ben tornato ….

Questo post  lo dedico a me stesso…. un bel tornato lo merito sicuramente.

Il mio blog è stato vittima di dei miei impegni lavorativi e imprevisti vari.

Prima di tutto mi scuso con tutti, ma propiro tutti, da TopGun a Skipper , Troppitrippi, Giorgio, Max,  insomma tutti veri amici di blog ed altro.  Purtroppo pero’ nella vita bisogna assegnare priorità che spesso rischiano di minare altre passioni. Da oggi riprendo a scrivere il mio diario,ad andare in barca, e a rispondere (anche al telefono ed ai messaggi) a tutti … e vi ringrazio per quanto mi siete stati vicino . Grazie.

Insomma per quasi tre mesi ho dovuto mettere in stand-by tutto e tutti per sistemare il mio solito problema con la schiena e contemporaneamente accontentare clienti e progetti di ogni genere.

 

Tutto è bene quello che finisce bene.