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Non pago della traversata a remi dell’Atlantico compiuta nel 2006, il 21 febbraio 2008 Alex Bellini parte per attraversare il Pacifico a remi, in solitaria. Per raggiungere l’Australia, dal Perù, dovrà superare dieci fusi orari, oltre diciassettemila chilometri e misurarsi con più di quindici milioni di remate. Una prova di resistenza fisica, ma soprattutto psicologica. Un’avventura ai confini dell’epica nella quale Bellini è riuscito a non sentirsi mai solo, grazie al sostegno costante di migliaia di persone che lo seguivano tramite il web e la radio, ma soprattutto grazie al sentimento di fusione totale con il mare che lo circondava. Un mare non sempre benevolo. Dopo aver affidato alla scrittura i suoi pensieri, giorno dopo giorno, ci rende ora partecipi di cosa abbia significato per lui tutto quel tempo in mare, solo: «Era come se il mondo delle terre emerse fosse scomparso d’improvviso». Ma è proprio quando il tempo si dilata all’infinito che si scopre ciò che più conta nella vita di ognuno. Nei suoi dieci mesi di navigazione, Alex imparerà così che il valore di un uomo non si misura con i traguardi raggiunti, ma con i sogni che lo tengono in vita. E questo, infatti, è anche il racconto della storia d’amore con sua moglie Francesca, che da terra non smetterà mai di spronarlo a continuare.

«HO IMPARATO CHE CI SONO SITUAZIONI INGOVERNABILI…

ECCO, IL MARE TI INSEGNA A FARE I CONTI CON LA TUA IMPOTENZA.»

La sua avventura è stata seguita via radio da migliaia di ascoltatori. Ogni settimana Caterpillar (Radio2) ha seguito in diretta la traversata

Alex Bellini è nato ad Aprica, in provincia di Sondrio, nel 1978. Ha frequentato per tre anni la facoltà di Scienze Bancarie a Milano. Nel 2001 ha partecipato alla Marathon des Sables ed è stato allora che ha capito chiaramente che nella vita desiderava soprattutto inseguire le emozioni che solo una vita avventurosa poteva garantirgli. Nel 2002 e nel 2003 ha partecipato all’Alaska Ultrasport. Dal 2004 si è dedicato all’ocean rowing e ha portato a termine, nel 2006, la durissima traversata a remi in solitaria dell’Atlantico raccontata nel suo primo libro Mi chiamavano montanaro (2007).

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