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Uomo salvato all’Elba…

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I Media in questi giorni hanno dato ampio spazio al maltempo del Nord Tirreno che si è scatenato in questo week end. Si parla di uno Skipper che con mare Forza 7 si è lanciato in mare dalla sua imbarcazione per salvare il tender senza motore. Insomma questa persona ha perso contatti con l’imbarcazione e dato per disperso l’hanno ritrovato a dopo 42 ore di mare in tempesta.

Io ero a Capraia e quando mi hanno raccontato di uno skipper disperso mi sono davvero rattristito, poi leggendo le notizie ho cominciato a capire.  Tanti dubbi su cio’ che è successo….

1 – Ma come fa uno skipper a pensare di poter recuperare un tender a remi con un forza 7?
2 – Ma puo’ chiamarsi skipper chi abbandona l’equipaggio per salvare un tender?
3 – Come puo’ chiamarsi Skipper un semplice comandante di Barca a motore? 🙂
4 – Che fine ha fatto l’equipaggio?Come ha fatto a metterisi in salvo.

Ho aggiunto alcune foto scattate da me che fanno capire quale era la reale forza del mare in quei giorni, per chi non sapesse cosa è un forza 7.

Mare forza 7

Mare forza 7

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Capraia – Elba – Toscana ….si ritorna!

In questi mesi l’attività velica mi ha visto un po’ latitante, a dire il vero anche il mio Blog mi ha visto latitare….ma ora riprendiamo la vita di sempre.

Segnale positivo è che con gli amici di ProgettoVela ( http://www.progettovela.eu )si ritorna in barca. Si parte il 19 Giugno da Cala De’ Medici alla volta di Capraia. Notte in rada a guardar le stelle. Sabato girovagando tra Capraia e l’Elba con meta a Marciana Marina (numero due sull’indice personale di gradimento dopo Porto Azzurrro) . Domenica mattina verso Cala De’ Medici bordeggiando verso Piombino.

Finalmente si ritorna a far quello che più mi rilassa….

Continui a fare silenzio? Grave strage di delfini

Riporto una notizia che Skipper di Navigamus, (grande navigatore dei mari e di internet) ha riportato sul suo Blog

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Purtroppo non siamo nuovi a queste cose: tutti gli anni al largo di Taiji i giapponesi cacciano e uccidono circa 20.000 delfini destinati, i meno robusti, alle industrie alimentari e ai ristoranti mentre gli esemplari migliori ai delfinari e ai circhi acquatici.
Una grossa denuncia su questa situazione è stata data dalla Sea Shepherd Conservation Society la società fondata da Paul Watson, cofondatore di Greenpeace: “Ho visto le baie delle isole Færøer tinte di rosso dal sangue e ho sentito le urla delle balene pilota ferite mortalmente che urlavano per la propria vita mentre bagnavano i volti avinazzati dei loro massacratori con il loro sangue caldo, ridendo mentre le stupravano con le loro lame. E’ uno spettacolo mostruoso ed è una oscenità abbracciata completamente dal governo danese e da molta gente danese. (…)”

Ecco alcune foto. Le pubblico, come ho visto hanno fatto molti altri blog e siti, nella speranza, seppur recondita, che qualcosa possa cambiare, e che il prossimo anno questa strage non avvenga.

Mi son rotto il paterazzo

Tempo fa il buon Rinaldi ha postato sul suo BlogNon capisco un Paterazzo

Questa frase mi ha fatto ricordare di quando veramente mi si è rotto il paterazzo. Circa un paio di anni fa ero in barca con degli amici ai quali stavo facendo da capobarca per un corso Fiv. Tra virate e strambate quasi al limite del voltastomaco (ogni tanto ci provo anche gusto),  decido di fare un lungo bordo a fil di ruota. Si fila a circa 8/9  nodi sostenuti da un bel ventone che ci porta sempre al limite  di una violenta strambata grazie alle gesta maldestre dei nostri giovani apprendisti. Noto subito che i ragazzi sono un po’ stanchi e volendo spiegar loro come si fa a strambare a mo’  di crocerista decido di timonare per un po’ . Spiego più e più volte l’avvertimento del genoa che si sgonfia, segno premonitore che probabilmente presto ti “salteranno le corna “ , capiscono in fretta per fortuna (quando si parla di corna…). Il vento da stabile passa a un rafficato deciso, segnale inequivocabile di divertimento all’orizzonte. Mentre decido di orzare per stringere un po’ , sento una legnata  impressionante dietro la testa, non capisco sono tutti davanti a me, che zzo sarà mai accaduto, un  gabbiano in picchiata ? Una balena in tuffo sulla mia testa? I soliti con l’F18 che vengono a rubarmi il cappellino? Che cavolo sarà mai …. Dopo pochi secondi  vedo  il paterazzo svolacchiare sopra la mia testa. “GIU’ la RANDA ….GIU LA RANDA…” urlo a più non posso … I ragazzi mi guardano e ridono….

CHE ZZO RIDETE, GIU’ LA RANDA HO DETTO… nel frattempo una botta rapida allo stopper del genoa  fa andar giù la vela di prua per quei pochi metri che servono per non far spingere troppo sull’albero. Cominciavo ad avvertire una disastrosa disalberata con la randa e albero finiti a riva a qualche centinaio di metri di distanza.

Ripeto: Giù sta zzo di randa….forse a causa del mio sguardo di fuoco i ragazzi capiscono di dover tirar giù a razzo la randa…. e così finalmente fanno…nel frattempo ovviamente   porto la barca contro vento senza farla sbattere troppo su quelle onde che potrebbero dare l’ultima botta a sartie,strallo e albero. La randa è giù … con un salto affero il paterazzo (povera schiena) ,lascio il timone al primo mal capitato, ed  in qualche maniera cerco di sistemare gli arridatoi. Da subito scopro che quel fulmine di guerra del capo-base durante la manutenzione invernale, non aveva fissato il controdado  che blocca  paterazzo-arridatorio-barca. Quella disattenzione nella manutenzione mista alle raffiche che sferzavano le vele  hanno fatto anche strappare le ultime parti di filetto… con un po’ di pazienza riesco, a mano, a fargli fare quel paio di giri per poter fissare il cavo d’acciaio quel tanto che basta per ritornare in porto.  Pericolo scampato…

 

Ecco, per fortuna c’e’ chi ironizza ma c’e’ chi il paterazzo l’ha rotto davvero…..il dramma è quando il paterazzo ti si rompe e ti cominciano a girare le sartie ahahahha….

Dove è finito Alex,

Fervono i preparativi per la presenza a Zaino Zingaro di Sabato prossimo, ma soprattutto cresce la voglia di sentire Alex Bellini.

Infatti sabato il navigatore montanro solitario, si connetterà via satellite con la maifestazione per raccontarci con una rapida telefonata quanto accade in aperto oceano pacifico. Ci sarà anche Francesca la moglie di Alex, quella santa donna….

Intanato la navigazione di Alex continua tra alti e bassi. Riporto una email ricevuta :

Il Signor Venturi e´ stato poco generoso questa volta… In pratica e´ stato in mia compagnia solo ieri in cui sono riuscito a fare 45 miglia, mentre oggi gia´ ero tornato sui vecchi standard e con gran fatica sono riuscito ad arrivare a 33 scarse. Il mare, molto mosso, sicuramente non mi ha agevolato ed il vento da ENE mi ha richiesto non pochi sforzi per rimanere a Nord di Ata. A proposito di Ata: il maltempo di oggi non mi ha concesso il piacere di ammirare l´ultima isola tongana. Dicevo del mare mosso. Ieri e´ stato addirittura peggio. Oltre che mosso era proprio brutto e pericoloso in quanto le onde si formavano improvvisamente, sotto ai miei occhi e alcune non avevano nulla da invidiare (per dimensioni) a quelle da 30 nodi. Un attimo il mare era quasi calmo, l´attimo dopo era in gran subbuglio ed anche la piu´ piccola onda si poteva rompere in un violento frangente. Mai prima d´ora avevo visto una situazione cosi´ poco chiara e visto che mi trovavo a navigare proprio in una zona a fondale poco profondo ho pensato che fosse proprio quello il motivo. Tutta l´acqua che fino a 100 miglia prima copriva una fossa di 10.500 mt ora si doveva comprimere in soli 1000 e per questo, mi dicevo, era tutta agitata. Ancora tantissimi uccelli in giro. Sembravano tutti impazziti! Tutti quei diversi strilli e richiami mi facevano pensare ad uno zoo. Oggi pensavo che, nel fare una distinzione tra l´impresa dell´Atlantico e questa, ho sempre tralasciato l´aspetto che, forse, tra tutti e´ quello che piu´ mi ha condizionato la vita e la “performance”: l´alimentazione. Avevo sofferto molto la fame e quando non era la fame soffrivo una non adeguata alimentazione che con il tempo mi aveva ridotto proprio male. Quest anno, come mi e´ gia´ capitato di raccontarvi, ho affidato questo aspetto cosi´ cruciale ad un medico nutrizionista valtellinese il quale mi ha risolto tutti I problemi d´alimentazione avuti nel 2005/6. Sono particolarmente soddisfatto della presenza giornaliera del Parmigiano Reggiano che, oltre che buono, e´ una fonte energetica (grassi e proteine) insostituibile. Mi sono detto che, non appena il mare mi concedera´ un po´ di tregua, tornero´ anche a pescare. Noto da qualche tempo dei pesci di medie dimensioni (che ci starebbero tranquillamente nel pentolino) che nuotano da mattina a sera molto vicino alla barca e con il fucile sara´ abbastanza semplice catturarli

Vittorio Malingri: E’ RECORD!

riporto con felicità dal comunicato stampa diramato.

“Vittorio Malingri ha tagliato il traguardo a Guadalupa, questa mattina, alle ore 5,24’,12’’ U.T.C.
13 giorni, 17 ore e 48 minuti, sono serviti al navigatore milanese per percorrere 2.545 miglia da Dakar (Senegal) a Guadalupa (Piccole Antille), in solitario senza assistenza e senza scalo, a bordo di Royal Oak, catamarano non abitabile di 6 metri.

È la prima volta che qualcuno si misura in solitario su questa rotta, che è anche quella ufficiale per questo tipo di imprese (definite extreme sailing).
Il tempo impiegato da Malingri rappresenta dunque il record di percorrenza in solitario e quello da battere.”

 

Bene, anche perchè per alcuni giorni non si è più fatto vivo a causa di un’avaria .

Ciao

News da Alex Bellini

 

Sono ormai trascorsi quasi due mesi di navigazione, e con calli alle mani e la forza di un lottatore Alex prosegue nella sua avventura. Qualche problemino con i pannelli solari ma per il resto procede tutto per il meglio, nonostante la sua lucida follia.

Riporto un pezzo di una email che mi è appena arrivata … ecco che l’artista che c’e’ in Alex sale in cattedra:

“Avete mai osservato il mare? Ok, d’accordo, tutti quanti l’hanno fatto. Intendevo dire osservare NEL mare, oltre l’immagine di noi stessi riflessa sul pelo dell’acqua. Non mi capita spesso, per lo più mi limito a passarci lo sguardo sopra e farlo scivolare via come la mia barca. Ieri però, mentre cercavo di pescare nel modo consigliato da Giuly (con alla lenza attaccata la testa di un pesce volante) l’ho fatto. Era l’ora di pranzo, l’ora in cui il sole si trova allo zenit e i raggi penetrano prepotentemente nell’acqua come tante lame a portare luce dove di solito non arriva. Complice forse il ricordo degli avvistamenti della balenottera e dei globicefalo di 10 giorni fa mi sono trovato a considerare quanto poco conosca, in effetti, questo mondo e le creature che ogni tanto emergono a sorpresa. Lo abito ormai da circa due mesi, ma ho sempre più ho la consapevolezza di conoscerne solo la parte a me visibile. Ma come un iceberg, sono convinto, le meraviglie sono quelle immerse. -lo sapranno bene i sub- Chissà cosa si nasconde in questi abissi, quali meraviglie, quali esseri viventi, adattatisi a vivere nella totale ed innaturale oscurità popolano i fondali. Credere che esistano ancora angoli della terra dove nessun uomo, nessuna macchina creata da esso siano mai arrivati e che forse mai arriveranno a rivendicarne la proprietà, mi dà una non ben definibile sensazione di vittoria”

Margherita

Margherita è partita pochi giorni fa da Trieste, con la sua imbarcazione, con un progetto nobile: portare messaggi di solidarietà, lettere e disegni preparati dagli stessi bambini della Chirurgia dell’Ospedale Infantile di Trieste “Burlo Garofolo”, appesi ai peluche Trudi, ai bambini nelle stesse condizioni ricoverati al “Gaslini” di Genova.

In due o tre settimane dalla partenza la bionda velista, figlia di Mauro Pelaschier, arriverà a Genova, prima donna italiana a compiere questo tipo di impresa.

In questo momento si trova al traverso di Brindisi Puglia, e percorrerà le restanti miglia a bordo  di uno sloop di 38′ costruito interamente in legno dal Cantiere Alto Adriatico, uno dei leader storici nella costruzione di imbarcazioni in legno e nel restauro di barche classiche in legno.

Se volete seguirla in real time GPS : http://www.liberalavitaliberalevele.it/gps/

Navigamus ?

La risposta è SI.

Skipper è il comandante del Blog Navigamus e della sua Barca a Vela, un grande velista con un obiettivo nobile: percorrere  1000 miglia all’anno.  Se capitate sul suo Blog, capirete quanta passione c’e’ e quanta professionalità nel descrivere porti, coordinate, e consigli alla navigazione per la zona Croazia. Come scrissi tempo fa su uno di questi post, “E’ Meglio di un Portolano”.

Come tutti i buoni armatori pero’ c’e’ spesso carenza di equipaggio, e tempo fa Skipper ha lanciato un appello On-Line che riporto.

“Cari ragazzi di Jesi, Tolentino, Osimo, Macerata, Maiolati Spontini ecc. visto che la stagione di vela è ufficialmente iniziata che ne dite di provare a fare un giretto in barca?
E’ richiesta la sola e pura presenza fisica, da non confondere con la prestanza 😉 , e la disponibilità di qualche ora al pomeriggio ……. niente esperienza specifica!
Non siete neanche un po’ curiosi ? Non vi smuove nemmeno l’idea che è tutto a gratis ? “

Avessi avuto io un’opportunità simile ai tempi che furono l’avrei colta al volo, ma ,come sempre mi vien da dire, si da il pane a chi non ha i denti!! Per fotuna skipper mi dice di aver incrementato la sua forza di 5 validi elementi, ottimi presupposti per una stagione con i fiocchi.

Skipper è uno di quei velisti che ammiro perchè decidono di metter on-line il loro sapere!

ciao

Un po’ di relax

Lo ammetto, in queste settimane ho tirato un po’ troppo la corda e il fisico si fa sentire. Una risposta di Skipper mi fa ricordare di rispolverare un testo di Bernard Moitessier  .  Quale ottimo momento per una sana lettura in completo Relax, facendo finta di essere in barca con lui. Ogni volta che rileggo un libro riconosco nuovi paragrafi che mi fanno sognare, in particolare uno dei libri del celebre Bernard mi fa pensare a nuovi scenari della mia vita “Un vagabondo dei mari del sud”   .

In realtà sarei dovuto andare ad allenarmi con i ragazzi del Surprise per il campionato Italiano, ma alcune questioni irrisolte, mi hanno costretto ad uno stop forzato.  Vabbeh, comunque la mia stagione in barca riprende a pieno ritmo già da venerdì prossimo.

Oggi scrive Luca sul mio Blog, quale onore motorista mononeuronico incallito!!!! quando ti fai vedere?

Uscita all’Elba

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 Venerdì 28 Marzo 2009

Presa della barca con 6 amici a Puntone di Scarlino, Bavaria 40 Fast Cruiser, si dorme (gran poco) e la mattina ore 8.30 si parte. Rotta verso Palmaiola con poco vento vista l’ora. Tempo ottimo come la compagnia, al traverso di Palmaiola si punta verso Porto Azzurro, bellisima località da visitare in questo periodo (lato Ovest dell’isola).

Domenica 29 Marzo

Si riparte , costeggiamo a sud per poi ripartire per la più classica Punta Ala (zona di regata). Un ottimo pranzo aspettando l’arrivo di Eolo…e come previsto un bel traversone con una brezza a 15 nodi ci riporta Scarlino in compagnia di delfini, virate e strambate.

Occhio  in ingresso e uscita da Marina di Scarlino Etrusca Marina  fondale molto molto basso ma benzinai più simpatici della costa Toscana.

Ho conosciuto una coppia di malati di Mare, poi racconterò, dico solo che vivono in Barca a Vela e arrivano da una vita passata nello smog Milanese.

CVD se il porto è piccolo e le barche ormeggiate sono tante appena si decide di rientrare comincia a soffiare un ventaccio a 20 nodi che ti spinge verso le altrui prue…. per la serie la fortuna e orba ma la sfiga ci vede sempre bene, ma la poppa entra sempre giusta!

ALone-2008 …count-down

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 Il CountDown è iniziato , Alex partirà il giorno 21 Febbraio (domani occhio anche al fuso) sfruttando venti leggeri da SE .
Vedendo cosa gli è capitato negli ultimi 40 giorni non vorrei che partisse in fretta con la voglia di lasciarsi alle spalle tutto cio’ che è accaduto a Lima.

Ogni tanto mandategli un messaggio SMS on-line , si sentirà meno solo!  http://www.alexbellini.it/invia_sms.php

 Buon Vento Alex, e speriamo che Francesca giri un video della tua partenza .

P.S. un grande ringraziamento a Skipper di http://www.navigamus.blogspot.com/  che  ha sposato da subito la causa AL-One 2008 riportando sul suo blog tempestivamente le info di Alex. Cari amici  malati di vela ,Skipper ha un blog bellissimo dove potrete trovare preziose informazioni sull’adriatico…..è meglio di un portolano!!! Un giorno gli dedico un Post intero , lo merita…

Via la coppa america entri VOR

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 Anche il colosso Alinghi comincia a scricchiolare sotto i colpi duri della finanza , e ,come al solito, alla fine di ogni America’s Cup si finisce per litigare per un tozzo di pane miliardario o qualche cosa di più. Ecco perchè a mio avviso bisogna cominciare ad addentrarsi nelle competizioni veliche più vere ed estreme le quali  mi sono sempre piaciute più delle AC Fashion  . La Vor (Volvo Ocean Race) per esempio, è una  regata miliardaria ma con la bellezza del giro attorno al mondo. Vor non risparmia colpi duri agli equipaggi, sferzando gli scafi alle latitudini più impensabili. Nel link di mondovela ci sono molti video dedicati alla VOR , regata estrema che purtroppo e troppo spesso elenca deceduti sul campo .Negli scorsi giorni Ericsson ha varato la sua prima barca per questa grande importante regata.

Per i forti di cuore riporto questo link http://www.volvooceanrace.tv/page/2005to06Documentaries/0,,12573,00.html

Riporto il comunicato stampa.

Portsmouth (England) – 13 February, 2008 – Ericsson last night launched the first of their two challengers for the 2008-09 Volvo Ocean Race at the World Trade Centre Plaza in Barcelona. The second generation Volvo Open 70, named Ericsson 3 and designed by Argentina’s Juan Kouyoumdjian, was officially christened before an audience of 1,500 guests.

Lo squalone

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E io che pensavo di vedere sommergibili… 

Roma, 15 feb. (FonteApcom) – Uno squalo elefante adulto, un cetorino (Cetarhius maximus), è stato ritrovato morto ieri pomeriggio a meno di un miglio dalla costa tra Trabia e la frazione marinara di San Nicola l’Arena nel palermitano. L’esemplare è un maschio di circa quattro tonnellate e lungo 6.95 metri che è rimasto intrappolato intrappolato nella rete di un pescatore morendo per soffocamento. Si tratta di un raro esemplare di squalo, innocuo per l’uomo, che purtroppo è incappato in un tramaglio, rete composta da 3 pezzi, tipico strumento della pesca artigianale che si utilizza entro poche miglia dalla costa. Questa specie rappresenta il più grande pesce dei nostri mari, spiega l’associazione Marevivo; è un gigante buono che nonostante la mole e i frequenti avvistamenti riserva ancora molte incognite. Si nutre di plancton, può arrivare a misurare 9-10 metri e d’inverno si perdono le sue tracce. Non si conoscono, infatti, le sue abitudini ecologiche. Lo squalo cetorino vive in mare aperto e nelle acque costiere, a cui spesso si avvicina; compie lunghe migrazioni stagionali per la ricerca di plancton. “Lo squalo elefante – scrive l’associazione Marevivo – rappresenta una delle specie marine più minacciate nel Mediterraneo”, essendo stata inserita nella lista rossa delle specie a rischio della International union for conservation of nature. Si tratta di un ritrovamento anomalo, secondo gli esperti dell’associazione Marevivo: “L’anomalia è data dal fatto che lo squalo si trovasse nella stagione invernale così vicino alle coste, quando invece la sua presenza si registra soprattutto in primavera”. Probabilmente è una “conseguenza degli effetti del cambiamento climatico sugli ecosistemi marini”, ha detto Franco Andaloro, membro del comitato scientifico di Marevivo e dirigente di ricerca dell’Icram. Il presidente di Marevivo, Rosalba Giugni, ribadisce “l’assoluta urgenza di adottare un piano d’azione nazionale ed europeo per la protezione degli squali, che garantisca adeguate misure di conservazione e tutela di queste specie

Immondizia, non solo Napoli

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 Leggendo alcune testate giornalistiche estere scopro che si parla spesso di un continenete invisibile di immondizia nell’Oceano Pacifico. L’immagine allegata spiega questo fenomeno. A 500 miglia dalla california l’isola semi galleggiante si estende per una superficie 2 volte quella degli USA. Inizialemente da rilevamenti satellitari si pensava a una massa solida sulla quale poter addirittura camminare, ed invece è una massa lattiginosa plastica che minaccia seriamente la fauna marina e staziona tra le Hawaii e il Giappone.

Circa 100 milioni di tonnellate di rifiuti storici che trasportati dalle correnti si sono radunate nell’ocenao pacifico. Che tristezza. La mala-immondizia rappresenta  ormai un problema planetario.

Vedremo ancora la America’s Cup?

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 L’estate scorsa si è conclusa la 32° America’s Cup con la vittoria di Alinghi su New Zealand Challenger. Era appena conclusa la cerimonia di premiazione e i giornalisti sportivi già si chiedevano dove, quando e con quali regole la 33° America’s Cup si fosse disputata. Una ressa a strappare informazioni a Ernesto Bertarelli, lo svizzero armatore di Alinghi. Poche settimane dopo scorpiamo le nuove regolamentazioni decise da Alinghi per la prossima competizione, e da subito si assiste ad  un aspor ricorso al tribunale della corte suprema di  New York da parte di Larry Ellison Armatore di BMW Oracle per reali norme anti sportive. Ad oggi si aspetta ancora una risposta, ma nel frattempo Team New Zealand fa sapere che non prenderà mai parte alla prossima edizione, Salvatore Sarno ,il napoletanissimo cuore di Shosholoza (barca Sud Africana), fa sapere che gli sponsor si stanno ritirando . Riusciremo a vedere ancora la regata regina del Match Race ormai bruciata da stra-miliardari che si picchiano per mancanza del senso sportivo?

Forse ai catamarani l’ardua sentenza.

Punta Ala

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Mercoledì scorso sono passato da Punta Ala e ovviamente mi sono soffermato al Marina.

Cosa dire, chi non conosce l’organizzazione di un porto turistico così ben organizzato ed attrezzato?. Magari in tarda primavera ed estate un po’ troppo trafficato;  e porprio per questo motivo  ho scoperto un porto infrasettimanale del tutto rilassante e pacifico. L’unica gente che si avvicinava alle imbarcazioni erano i vari cantieri ormai pronti alla stagione 2008, intenti a pulire, sverniciare, etc etc . Quanto pagherei per vivere in un posto del genere…Forse pretendo troppo pensando a Punta Ala, ma ,almeno nei sogni, permettetemi di scegliere il posto che più mi piace. Giusto per non famri mancare nulla, prima di raggiungere alcuni amici a Roma, ho fatto un bel pranzetto al Marina a base di tagliolini all’astice. Forse è un piatto scontatissimo e per alcuni da “sborone”?  Ma a me, grezzone quale sono, piace troppo il cibo per pensare di rinunciare ad una simile leccornia.

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 Sapendo di fare felici altri amici che girano sul blog inserisco un  link a Webcam che ci ricorderanno del mare nel pieno grigio della città.

 http://www.puntaala.net/home/sea_puntaala_net.jpg

Domani riparte Alex Bellini

Domani Alex Bellini ,il rematore solitario, riparte alla volta del Perù per la sua nuova avventura; infatti il nostro grande Italiano tenterà di attraversare l’oceano pacifico a remi. informazioni su www.alexbellini.it e al-one 2008

In bocca al lupo per la tua nuova impresa..

 un abbraccio

Pacifico a remi: al via la sifida di Alex Bellini

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Ricevo e riporto il comunicato stampa diramato da Alex Bellini (domani pubblichero’ una sorpresa arrivata ieri via Email…)

● Lo scafo imbarcato la vigilia di Natale da Genova su un cargo destinazione Lima
● L´11 gennaio l´atleta partirà a sua volta per il Perù: ultimi giorni di preparazione prima dellapartenza, fissata a inizio febbraio
● Definita strumentazione e cambusa: 275 kg di alimenti per 350 giorni di navigazione
● Un accordo con AMREF affinché l´impresa sia anche solidarietà
28 dicembre 2007 – E´ ufficialmente partita il 24 dicembre, con la spedizione via cargo di Grafoplast, lo scafo

– E´ ufficialmente partita il 24 dicembre, con la spedizione via cargo di Grafoplast, lo scafo della sfida, l´avventura di Alex Bellini, che a febbraio inizierà l´attraversata a remi dell´Oceano Pacifico.
L´atleta valtellinese e triestino di adozione, infatti, ha spedito la vigilia di Natale la sua imbarcazione da Genova per il porto di Lima (Callao), dove arriverà il 17 gennaio. “Con la barca ho spedito anche tutta l´attrezzatura – ha spiegato Alex Bellini – quindi una parte strategica e molto importante è stata completata, ora manco solo io, e arriverò in Perù l´11 gennaio”.

CAMBUSA E SICUREZZA – Strumentazione tecnologica e di sicurezza, ma anche libri e un MP3 ricco di

– Strumentazione tecnologica e di sicurezza, ma anche libri e un MP3 ricco di musica, oltre a 275 kg di alimenti. Questo il corredo di Alex Bellini per la sua nuova sfida: “Rispetto alla traversata dell´Oceano Atlantico effettuata nel 2005 – spiega l´atleta – ho curato con particolare attenzione l´alimentazione, guidato dal team di esperti del centro Mario Mevio dell´ospedale di Sondalo, in provincia di Sondrio”. La struttura, diretta dal dott. Giulio Rossi, è punto di riferimento per quanto attiene le valutazioni funzionali della prestazione sportiva per le rappresentative nazionali degli sport invernali di sci alpino, sci nordico, bob, pattinaggio di velocità. Lo scorso novembre Bellini si è sottoposto ad approfondite visite mediche, che hanno permesso di individuare il giusto quantitativo di calorie giornaliere che dovrà assimilare durante la traversata. Serviranno oltre tremila calorie giornaliere per remare lungo il Pacifico, dal Perù all´Australia, e B ellini, oltre a barrette energetiche, mangerà torrone, biscotti, miele, parmigiano reggiano (che il Consorzio ha liofilizzato espressamente per lui), insalata e minestra di verdure e cibi liofilizzati vari. In totale, 275 chili di alimenti, una scorta per 350 giorni di attività, secondo i calcoli del centro medico di Sondalo e del suo allenatore, l´Oro a Seul Gianluca Farina.

Sul fronte della sicurezza e della navigazione, Bellini ha imbarcato la strumentazione necessaria alla traversata che conta tra l´altro su due gps, un telefono satellitare, un Epirb e un rilevatore di posizione permetteranno di conoscere lo stato della navigazione e l´evoluzione della sfida. La parte tecnologica è stata affidata, come nella precedente sfida, all´americano Roger Stewart. Ma per vivere in oceano quasi un anno Bellini avrà a disposizione qualche libro, un mp3 per ascoltare musica, e quanto serve per registrare la sua impresa. Sul fronte sopravvivenza, la barca è fornita di pannelli solari ad alta tecnologia forniti dalla NRG Sunrise, due dissalatori manuali, un kit con un fucile da pesca. “Non porto molte cose – ha spiegato Alex –perché lo spazio è ridotto, e alla fine devo solo remare, remare, e remare”. Alla velocità media di 2 nodi, ovvero circa 4 chilometri all´ora, Bellini conta di compiere la propria traversata in meno di un anno, da Lima a S ydney, coprendo una distanza di 10mila miglia teoriche.

STRATEGIA – Imbarcato il proprio mezzo, Bellini ha completato la prima fase della propria sfida, iniziata

– Imbarcato il proprio mezzo, Bellini ha completato la prima fase della propria sfida, iniziata circa un anno fa con la scelta della rotta. “Ora inizia la seconda fase – ha detto l´atleta – che comprende invece il monitoraggio meteo e la scelta del giorno della partenza, che dovrà garantire una finestra meteo adeguata ad allontanarmi dalle coste del Perù”. In questa fase, e anche nelle successive, Bellini è accompagnato dal tuo team tecnico che si compone del meteorologo e oceanografo americano Rick Shema, consulente di compagnie aree e navali in tutto il mondo per la creazione di rotte oceaniche e Stefano Martini, che ha il compito di tenerlo aggiornato sul fronte di maree e correnti. Shema avrà la responsabilità di proporre ad Alex la data della partenza, fissata comunque entro il mese di febbraio, e di gestire assieme all´atleta l´avvicinamento ai vari atolli e isole che si incontreranno lungo il percorso, momenti strategici della navigazione, per il rischio di collisioni con rocce e spiaggiamenti involontari dovuti alle correnti e ai venti.

ROTTA – Non definitiva nei dettagli, legati ovviamente alle condizioni meteo, la rotta è stata tracciata a

– Non definitiva nei dettagli, legati ovviamente alle condizioni meteo, la rotta è stata tracciata a livello di massima da Alex Bellini e dal suo staff: “La partenza dal Perù prevedo che avverrà nei primi giorni di febbraio, compatibilmente con le condizioni meteo. Da Lima (12°S – 77°W) mi dirigerò quanto più possibile in direzione Ovest contrastando le correnti prevalenti che mi spingeranno da subito verso Nord. Tra la Polinesia e le isole Marchesi (12°S – 140°W) si individua il primo punto di passaggio di fondamentale importanza ai fini della riuscita dell´impresa. Infatti se per qualunque ragione non riuscissi a superare i due arcipelaghi a questa latitudine più difficile sarebbe poi abbassarsi verso Sud. Scenderò ancora verso Sud-Ovest fino a lambire le coste delle Isole Fiji, altro punto di massima importanza (20°S-170°E) facendo attenzione a mantenermi il più possibile distante dalle isole vicine. Tra me e Sydney (33°S – 151E), a quel punto, non ci sar à più nulla che mi separi”. L´11 Gennaio Alex lascerà con la moglie Francesca Urso Trieste, e partirà alla volta di Lima, dove il 17 gennaio andrà a sdoganare la propria imbarcazione. Dopo gli ultimi accorgimenti, a partire dal primo febbraio, sarà pronto per la partenza di questa nuova, grande avventura. Alex punta a essere il primo uomo ad attraversare il Pacifico a remi.

BELLINI PER IL SOCIALE: REMA PER AMREF

La scorsa settimana Alex Bellini ha stretto un accordo con AMREF per sostenere la o.n.l.u.s. nel progetto di vaccinazione dei profughi del Nord Uganda. Da ormai venti lunghi anni il Nord Uganda è intrappolato in una guerra civile che ha causato un circolo mortale di violenza e sofferenza. Da alcuni mesi sono in corso delle trattative tra i ribelli e il governo Ugandese che finalmente fanno sperare in un futuro di pace. Ancora oggi 1 milione e 800 mila sfollati continuano a vivere in più di 200 campi profughi in condizioni inaccettabili dovute alla mancanza di accesso ad acqua potabile, assistenza sanitaria, vaccini ed educazione. AMREF è presente dal 1998 in Nord Uganda con progetti di vaccinazione, di educazione femminile e di protezione dell´infanzia.

“Ho voluto raccogliere la richiesta di aiuti di AMREF e mi sono impegnato a divulgare e sensibilizzare sull´operato di AMREF nella speranza che unendo le forze di tanti si possa aiutare questa popolazione a ritrovare la via per una vita più dignitosa. A breve verrà aperto un conto corrente dove ognuno potrà, con un piccolo versamento, garantire un ciclo completo di vaccinazione a questa popolazione martoriata dalla guerra civile”. Nella precedente sfida atlantica, Bellini aveva raccolto fondi a favore dei bambini di strada di Fortalesa, raccogliendo e consegnando loro, anche con l´aiuto dello sponsor Findomestic 57mila euro.

Alex Bellini rema grazie a: Grafoplast, Findomestic, Parmigiano Reggiano, Dainese.

E con il supporto di: NRG Sunrise, Marlin Yacht Paint e il Patrocinio del Comune di Trieste

Alex Sostiene AMREF e la campagna di vaccinazione dei bambini d´Uganda.

Alex Bellini

Un mesetto fa mia moglie mi regala un libro che cercavo da tempo, il diario di bordo di Alex Bellini , un atleta solitario che ultimamente fa di remi e mare una ragione di vita. Bloccato a letto da un fastidioso decorso da operazione di ernia al disco, ho letto il libro tutto di un fiato, neanche un giorno e via…. “.

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Tempo fa girovagando sul mio amato lago d’iseo al timone di un J24 (barchetta a vela di 24piedi di regata) ,incrociavo spesso un ragazzo a bordo di una strana imbarcazione dai lunghi remi, quasi ogni giorno partiva da Lovere puntava su Montisola e tronava alla Canottieri Sebino di Lovere sempre a remi .”Ma chi è questo pazzo?”, era invitabile una simile domanda osservado la sua imbarcazione. E così decisi di informarmi. Alex Bellini, un “montanaro” di Aprica che tenterà di attraversare l’oceano atlantico partendo da Genova a remi. Un matto solitario penso subito , ma poco dopo capisco che non è il solo ed infatti ecco spuntare un sito di altri folli della Transat a remi.

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Leggo il libro, ogni pagina del suo racconto mi fa pensare a quell’irrefrenabile voglia di conoscere e varcare i propri limiti che incredibilmente ci accomuna, con una unica piccola differenza descritta da un’altra domanda “Basterà la mia vita per conoscere a fondo il mio limite?”. Detto così il mio potrebbe sembrare un’atteggiamento da “Sborone” e invece no, la consapevolezza di non avere molto tempo mi mette nelle condizioni di dover fare tutto, tanto e subito.

Un mio parere, secondo me Alex ,durante la prima partenza da Genova, non era consapevole del crudele abbraccio che spesso il mare ti riserva. Ed infatti….per il seguito leggetevi il libro.

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Ora Alex si prepara per la nuova sfida AL-One2008 la traversata dell’oceano pacifico sempre in solitaria, sempre a remi; 18.000 Km in forse 10 mesi .

FORZA ALEX ti seguiro’ giorno dopo giorno via Internet.