Archivio mensile:luglio 2010

ALEX BELLINI: LIBRO SUL PACIFICO

Non pago della traversata a remi dell’Atlantico compiuta nel 2006, il 21 febbraio 2008 Alex Bellini parte per attraversare il Pacifico a remi, in solitaria. Per raggiungere l’Australia, dal Perù, dovrà superare dieci fusi orari, oltre diciassettemila chilometri e misurarsi con più di quindici milioni di remate. Una prova di resistenza fisica, ma soprattutto psicologica. Un’avventura ai confini dell’epica nella quale Bellini è riuscito a non sentirsi mai solo, grazie al sostegno costante di migliaia di persone che lo seguivano tramite il web e la radio, ma soprattutto grazie al sentimento di fusione totale con il mare che lo circondava. Un mare non sempre benevolo. Dopo aver affidato alla scrittura i suoi pensieri, giorno dopo giorno, ci rende ora partecipi di cosa abbia significato per lui tutto quel tempo in mare, solo: «Era come se il mondo delle terre emerse fosse scomparso d’improvviso». Ma è proprio quando il tempo si dilata all’infinito che si scopre ciò che più conta nella vita di ognuno. Nei suoi dieci mesi di navigazione, Alex imparerà così che il valore di un uomo non si misura con i traguardi raggiunti, ma con i sogni che lo tengono in vita. E questo, infatti, è anche il racconto della storia d’amore con sua moglie Francesca, che da terra non smetterà mai di spronarlo a continuare.

«HO IMPARATO CHE CI SONO SITUAZIONI INGOVERNABILI…

ECCO, IL MARE TI INSEGNA A FARE I CONTI CON LA TUA IMPOTENZA.»

La sua avventura è stata seguita via radio da migliaia di ascoltatori. Ogni settimana Caterpillar (Radio2) ha seguito in diretta la traversata

Alex Bellini è nato ad Aprica, in provincia di Sondrio, nel 1978. Ha frequentato per tre anni la facoltà di Scienze Bancarie a Milano. Nel 2001 ha partecipato alla Marathon des Sables ed è stato allora che ha capito chiaramente che nella vita desiderava soprattutto inseguire le emozioni che solo una vita avventurosa poteva garantirgli. Nel 2002 e nel 2003 ha partecipato all’Alaska Ultrasport. Dal 2004 si è dedicato all’ocean rowing e ha portato a termine, nel 2006, la durissima traversata a remi in solitaria dell’Atlantico raccontata nel suo primo libro Mi chiamavano montanaro (2007).

Caricabatterie per batterie alcaline normali

Premetto che questa non è pubblicità, ma un consiglio da amico. Tempo fa ho visto in vendita questo articolo a ochi euro e pensavo ad una bufala, invece questo strumentino CARICA LE BATTERIE ALKALINE cioè QUELLE NORMALI….

Ma immaginate che risparmio economico? e che grande sollievo per l’ambiente…immaginate cosa significa rubare le batterie che gli altri buttano per ricaricarle ed usarle… SPETTACOLO. Io l’ho provato e funziona veramente!

Strani Ormeggiatori

E’ domenica e stiamo navigando a 5 miglia al traverso dalla rada di La Spezia per andare verso Porto Venere, la barca si muove sotto un’onda lunga di risacca , più a Sud mare formato e vento.

Dopo alcune ore un ragazzo a bordo non sta bene, ormai siamo davanti al Tino e decido di tornare in porto . Non mi sembra un comune mal di mare ma piuttosto temo per un possibile  colpo di sole. Decido quindi di prendere terra il più rapidamente possibile.

Fuori dalla rada 3 navi (di domenica si lavora ) cargo che sostano nell’attesa della Pilotina di La Spezia, decido di passare tra la Prua e la poppa di due navi per poter prendere terra. La seconda nave è ferma ed è a poche miglia da me.

Passo, vela ( e motore acceso non si sa mai) e passo . Tra me e la prua della nave c’e’ almeno un Miglio ed in mezzo altre imbarcazioni a vela e a motore…

Passo e la nave inizia a muoversi lentamente….ma non posso fermarmi, devo guadagnare terra, fare il giro sarebbe devastante per l’infermo a bordo … e devo comunque assicurarmi che la situazione non peggiori.

Passo senza neanche pensare ad un pericolo, la prua è davvero distante….passo …e tra me e la prua della nave altre imbarcazioni (alcune anche troppo vicine)…

Dopo alcuni minuti mi raggiunge la pilotina…(io ormai ero distantissimo dalla nave)e mi si affianca sottovento …muah!… Il “pilota” comincia a mandarmi affa… e dicendomi “IL COMANDANTE RINGRAZIA” …tra i diversi insulti e schiamazzi (sempre sottovento e io di bolina) mi ricorda che è pericoloso passare vicini alla prua delle navi…

Lo guardo stranito e gli ricordo che “Guarda che l’ho lasciata almeno a 1 miglio….”, tra me e me non posso crederci…ovviamente i ragazzi a bordo si preoccupano e il ragazzo che stava male fa una faccia preoccupante. Ma nenahce a dirlo, l’uomo mi manda ancora a visitare quel “famoso paese” senza neanche ascoltare o capire.

Cerco di fargli  capire che ha sbagliato barca evidentemente…c’erano altri tra me e la nave ..ma nulla..non c’e’ da parlare con questo.

Faccio cenno con una mano tra il PIANTALA e HO CAPITO così da allontanarlo e proseguire tranquillo verso Lerici…il gentil pilota prende nota della mia barca e va via….della serie “Punirne uno per punirne 100″….e ora vedremo…

Ah, per capire se la nave era ferma o in movimento ho dovuto prendere il binocolo, questo per farvi capire quanto era distante da me in prua, e per farvi capire a quanto poteva proseguire quella nave …

Strana esperienza….