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BERGAMO ALTA BIANCO E NERO

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Poznan Polonia

Poznan polonia. Felicità in un attimo

Arte in fiamme

Ieri sera ho appreso che La cattedrale di Parigi Notre Dame ha iniziato a bruciare in un incendio reale alimentato inesorabilmente da una serie di sciacalli mediatici pronti a elargire qualsivoglia consiglio per spegnere il disastro che ormai da ore devasta la chiesa monumento dei Parigini.

Sono le stesse persone che frustrate dalla propria incapacità, si atteggiano ad esperti pur di apparire in televisione o sui social per qualche istante di vigliacca notorietà.

L’unico dato di fatto di contenuto storico è che in pochi minuti prende fuoco ciò che l’uomo ha creato è mantenuto per secoli.

L’illusione del Tempo

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C’e’ Tempo

ma non si ha mai abbastanza tempo per fare cose intelligenti
non si ha mai tempo di aiutare il proprio vicino
ma troviamo il tempo per giudicare il nostro vicino
viviamo il tempo come unità di misura ben definita
ma esistono momenti in cui la singola unità di tempo dura più dell’eternità
usiamo il tempo per convenzione sugli incontri
mentre usano il tempo per distorcere il concetto dell’incontro
la scadenza del tempo segnla esclusivamente la fine della vita materiale
ma per darci più tempo ci illudiamo di un altro tempo oltre la vita

il tempo? ….solo una matematica illusione

PRODI …CHI????

Si ..di male in peggio, ora vogliono votare Romano Prodi come Presidente della Repubblica Italiana

un metodo facile per far insorgere gli Italiani!!!! fate…fate pure! Ma è possibile che non capite!

Marini CHI???

Marini? i parlamentari Italiani si sono accordati su Marini Presidente della Repubblica? …ma Marini chi? Quello che non è stato eletto nelle liste della sua circoscrizione? Chi, quello legato alla Democrazia Cristiana? Chi,….quello che sarà l’ipotetico salvatore di Berlusconi perché futuro capo del CSM…

che schifo….

Iniziamo il restauro del limit TCI

Tempo fa un cliente mi ha regalato un limit , una barchetta sulla quale ho fatto un po’ di corsi in passato. La barchetta e’ in buono stato. Un po’ di olio di gomito ha evidenziato un po’ di imperfezioni ma tutto sistema ile

La cabina e’ asciuttissima, ma la vernice e’ tutta compromessa. Quindi una bella levigata e una mano di vernice bianca dovrebbe bastare. Per iniziare i lavori quindi ho iniziato a portarmi a casa la parte superiore del salpa ancora, su questa parte testerò la carteggiatura e la vernice.
Ecco alcune foto di prima e dopo.

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MARCO NANNINI CON UN BELLISSIMO SECONDO POSTO SALE SUL PODIO DELLA GLOBAL OCEAN RACE

Ricevo da Andrea di http://www.navigamus.blogspot.it/ e decido subito di pubblicare questa ottima notizia , quale onore ri-iniziare così

Sono bastati poco più di diciannove giorni di navigazione nell’Atlantico del nord a Marco Nannini ed al suo coskipper Sergio Frattaruolo per concludere la quinta tappa della Global Ocean Race e tagliare il traguardo di Les Sables D’Olonne conquistando definitivamente la seconda posizione che li vede sul podio di questa importante competizione internazionale in cui i navigatori italiani non avevano ancora lasciato il segno prima d’ora.

Le fasi iniziali della regata partita il 20 Maggio da Charlestone hanno visto Marco Nannini prendere la testa della flotta superando Cessna Citation, che si era tenta sotto costa, dopo aver effettuato una migliore scelta tattica dirigendosi al largo in mare aperto. Nei successivi quattro giorni l’imbarcazione di Conrad e Cavanough aveva poi effettuato una bella rimonta tornando a condurre la flotta fino all’arrivo in Francia a Le Sables D’Olonne.

Quasi tutta la traversata dell’Atlantico è stata percorsa dalle quattro imbarcazioni in condizioni di vento a favore e l’unico momento delicato si è verificato quando una forte burrasca con venti di quasi cento chilometri all’ora ha investito la flotta poco prima delle isole Azzorre costringendo tutti gli skipper ad adottare una condotta prudente man mano che il peggioramento delle condizioni del tempo veniva ad interessare le loro rotte.

Per Marco Nannini il secondo posto alla Global Ocean Race rappresenta un risultato eccezionale ben al di sopra delle sue aspettative ed anche un traguardo ambitissimo che ha comunque raggiunto con grandissima determinazione e nonostante le difficoltà economiche che lo hanno visto condurre la sua barca, Financial Crisis, all’inseguimento di questo sogno attraverso tutti gli oceani.

Essere oggi a Les Sables D’Olonne è una gioia immensa – sono le parole di Marco Nannini – ed è difficile riassumere in poche parole il culmine delle emozioni che provo nell’aver portato a termine questa circumnavigazione. Non sono mancati momenti bellissimi come anche situazioni difficili, ma oggi conta solo il poter festeggiare con la mia fidanzata e con la mia famiglia la realizzazione di questo sogno: ringrazio infinitamente tutti quelli che mi hanno sostenuto ed aiutato a realizzarlo .

Mappa interessante

HO trovato un bel link ad una mappa interattiva di Google su un sito curato da una attività ungherese che aggiorna 24 ore su 24 le citicità e i pericoli di ogni natura del nostro globo. Compresi meteoriti, uragani e traiettorie, incendi, criticità riadioattive,terremoti, e passaggi di asteroidi…interessante davvero

http://hisz.rsoe.hu/alertmap/index2.php>

ALEX BELLINI: LIBRO SUL PACIFICO

Non pago della traversata a remi dell’Atlantico compiuta nel 2006, il 21 febbraio 2008 Alex Bellini parte per attraversare il Pacifico a remi, in solitaria. Per raggiungere l’Australia, dal Perù, dovrà superare dieci fusi orari, oltre diciassettemila chilometri e misurarsi con più di quindici milioni di remate. Una prova di resistenza fisica, ma soprattutto psicologica. Un’avventura ai confini dell’epica nella quale Bellini è riuscito a non sentirsi mai solo, grazie al sostegno costante di migliaia di persone che lo seguivano tramite il web e la radio, ma soprattutto grazie al sentimento di fusione totale con il mare che lo circondava. Un mare non sempre benevolo. Dopo aver affidato alla scrittura i suoi pensieri, giorno dopo giorno, ci rende ora partecipi di cosa abbia significato per lui tutto quel tempo in mare, solo: «Era come se il mondo delle terre emerse fosse scomparso d’improvviso». Ma è proprio quando il tempo si dilata all’infinito che si scopre ciò che più conta nella vita di ognuno. Nei suoi dieci mesi di navigazione, Alex imparerà così che il valore di un uomo non si misura con i traguardi raggiunti, ma con i sogni che lo tengono in vita. E questo, infatti, è anche il racconto della storia d’amore con sua moglie Francesca, che da terra non smetterà mai di spronarlo a continuare.

«HO IMPARATO CHE CI SONO SITUAZIONI INGOVERNABILI…

ECCO, IL MARE TI INSEGNA A FARE I CONTI CON LA TUA IMPOTENZA.»

La sua avventura è stata seguita via radio da migliaia di ascoltatori. Ogni settimana Caterpillar (Radio2) ha seguito in diretta la traversata

Alex Bellini è nato ad Aprica, in provincia di Sondrio, nel 1978. Ha frequentato per tre anni la facoltà di Scienze Bancarie a Milano. Nel 2001 ha partecipato alla Marathon des Sables ed è stato allora che ha capito chiaramente che nella vita desiderava soprattutto inseguire le emozioni che solo una vita avventurosa poteva garantirgli. Nel 2002 e nel 2003 ha partecipato all’Alaska Ultrasport. Dal 2004 si è dedicato all’ocean rowing e ha portato a termine, nel 2006, la durissima traversata a remi in solitaria dell’Atlantico raccontata nel suo primo libro Mi chiamavano montanaro (2007).

Strani Ormeggiatori

E’ domenica e stiamo navigando a 5 miglia al traverso dalla rada di La Spezia per andare verso Porto Venere, la barca si muove sotto un’onda lunga di risacca , più a Sud mare formato e vento.

Dopo alcune ore un ragazzo a bordo non sta bene, ormai siamo davanti al Tino e decido di tornare in porto . Non mi sembra un comune mal di mare ma piuttosto temo per un possibile  colpo di sole. Decido quindi di prendere terra il più rapidamente possibile.

Fuori dalla rada 3 navi (di domenica si lavora ) cargo che sostano nell’attesa della Pilotina di La Spezia, decido di passare tra la Prua e la poppa di due navi per poter prendere terra. La seconda nave è ferma ed è a poche miglia da me.

Passo, vela ( e motore acceso non si sa mai) e passo . Tra me e la prua della nave c’e’ almeno un Miglio ed in mezzo altre imbarcazioni a vela e a motore…

Passo e la nave inizia a muoversi lentamente….ma non posso fermarmi, devo guadagnare terra, fare il giro sarebbe devastante per l’infermo a bordo … e devo comunque assicurarmi che la situazione non peggiori.

Passo senza neanche pensare ad un pericolo, la prua è davvero distante….passo …e tra me e la prua della nave altre imbarcazioni (alcune anche troppo vicine)…

Dopo alcuni minuti mi raggiunge la pilotina…(io ormai ero distantissimo dalla nave)e mi si affianca sottovento …muah!… Il “pilota” comincia a mandarmi affa… e dicendomi “IL COMANDANTE RINGRAZIA” …tra i diversi insulti e schiamazzi (sempre sottovento e io di bolina) mi ricorda che è pericoloso passare vicini alla prua delle navi…

Lo guardo stranito e gli ricordo che “Guarda che l’ho lasciata almeno a 1 miglio….”, tra me e me non posso crederci…ovviamente i ragazzi a bordo si preoccupano e il ragazzo che stava male fa una faccia preoccupante. Ma nenahce a dirlo, l’uomo mi manda ancora a visitare quel “famoso paese” senza neanche ascoltare o capire.

Cerco di fargli  capire che ha sbagliato barca evidentemente…c’erano altri tra me e la nave ..ma nulla..non c’e’ da parlare con questo.

Faccio cenno con una mano tra il PIANTALA e HO CAPITO così da allontanarlo e proseguire tranquillo verso Lerici…il gentil pilota prende nota della mia barca e va via….della serie “Punirne uno per punirne 100″….e ora vedremo…

Ah, per capire se la nave era ferma o in movimento ho dovuto prendere il binocolo, questo per farvi capire quanto era distante da me in prua, e per farvi capire a quanto poteva proseguire quella nave …

Strana esperienza….

Pino Masciari: un vero imprenditore.

Una uomo Calabrese, sposato con Marisa una donna Calabrese, due persone che insieme e soli hanno fatto e fanno quello che ogni singolo imprenditore dovrebbe fare. Pino negli anni 80 conduce con successo alcune sue imprese edili che lavorano nel settore privato e pubblico, molti dipendenti e molte famiglie che mangiano grazie al lavoro di Pino e dei suoi stessi collaboratori. Gli affari vanno bene, Pino lavora e quindi fa camminare bene le sue imprese, ma dove ci sono soldi e lavoro sicuro si presenta spesso il malaffare, la ‘ndrangheta. In un primo momento Pino per poter far lavorare la sua azienda è costretto suo malgrado a cedere alle pressioni anche violente di queste mafiosi; concedendo così fondi, assunzioni pilotate etc etc Pino è un uomo con la testa dura, classico uomo Calabrese non scende a patti, non è un uomo che puo’ sporcarsi le mani cedendo a compromessi, non lo è e mail lo sarà; la sua coscienza, il suo alto senso dello stato non gli permettono di sentirsi un uomo “sporco”. Decide così dopo anni di vessazioni e minacce di denunciare tutto alle autorità. Il racket aveva una duplice faccia: quella privata (palesemente ‘ndrangheta) quella pubblica (‘ndrangheta nei palazzi). La criminalità gli chiedeva il 3%, alcuni esponensti della pubblica amministrazione invece il 6%. E’ assurdo ma, visto così , la ‘ndrangheta era quasi magnanima rispetto agli amministratori pubblici. Con attività ben avviate e senza alcun segno di scricchiolio economico, Pino dopo anni di registrazioni decide di testimoniare e denunciare questo fetta nata male di Calabria, e va dai Carabinieri. Non pensiate che sia stata una cosa semplice, anche l’arma era piuttosto reticente alle affermazioni di Pino. Da subito le ripercussioni sui suoi cari e sulla sua azienda; il fratello viene gambizzato, le banche gli fanno terra bruciata attorno , i lavori non vengono più pagati, e le continue pressioni per non proseguire nelle denuncie. Ma come abbiamo già detto PINO è un Calabrese vero, e va avanti. Molte persone vengono indagate e poi arrestate e Pino esiliato in un programma di protezione lontano dalla sua terra. Non gli viene permesso neanche di assistere ai processi, di stare con la madre, la famiglia non sa più dove si trovi Pino. Tutto prosegue a suon di testimonianze vere e con prove audio prodotte dallo stesso Pino, che con molta cura ha collezionato nel corso degli anni dei ricatti mafiosi. Molte persone vengono assicurate alla giustizia, politici e non. Ma nel 2004 tutto peggiora, il Ministero degli Interni decide l’uscita di Pino dal Programma di Protezione, nonostante i processi e le testimonianze non siano ancora terminati. Per Pino questa decisione rappresenta la condanna a morte. Lo Stato non garantisce l’incolumità a tutta la sua famiglia. Da allora Pino è letteralmente abbandonato dallo Stato, diversi i momenti di terrore, uno su tutti quello del 18 Agosto 2009, quando due malviventi si introducono in casa di Pino di notte stranamente facendosi solo vedere da Pino e famiglia. Beh, se questa era un’azione di due sbandatelli, figuriamoci cosa potrebbero fare malavitosi organizzati con uno scopo preciso. Ma dallo Stato ancora nulla, liberi cittadini si organizzano per aiutarlo e presidiare la sua casa, e per la famigla di Pino neanche una pattuglia stabile davanti alla loro casa. Ricordo bene uno di questi momenti: erano le 3.36 del mattino, camminavo dietro la casa di Pino perchè avevo sentito dei rumori, poco dopo mi avvicina un’automobile dei Carabinieri durante il solito unico giro della notte dele forze dell’ordine, la conversazione è stata questa:

CC – Chi è Lei?
Io – Controllo la casa di Masciari
CC- Ah, allora siete degia amici?
Io – SI, CC -Ok, buona notte….

e vanno via

Io inizio a ridere, un riso di rabbia, potevo essere chiunque e i Carabineiri non mi hano chiesto neanche un documento….e non hanno registrato l’evento. Questo fa capire in quale situazione questa famiglia viva ogni singolo giorno. Pino dovrebbe essere un esempio per tutti gli imprenditori in mano alle mafie….

Un consiglio da amico…mozzarella di Milano?

Alcuni giorni fa sono andat con un amico a comprare delle mozzarelle in zona Milano e con molta onestà ho scoperto dei professionisti incredibili. Lo so, ora direte che faccio pubblicità, ma permettetemi di farlo …alcune volte la buona pubblicità è anche utile se senza alcun scopo nascosto. E poi fa bene pubblicizzare coloro chelavorano bene. Ah patti chiari amicizia lunga, non conosco questa persona se non come mio negoziante .Voglio solo aiutare chi si trova in quella zona a non perdere un’occasione ottima. Le mozzarelle sono davvero ottime, il tipico vero sapor di mozzarella…mica quelle porcherie che ormai non sanno di niente…vabbhè vi lascio il sito

http://www.caseificiodidomenico.it

si trovano a Pozzuolo Martesana a Milano

Cliccar non nuoce, e poi con 10€ un Kg di ottima mozzrella.

Origine del mio cognome

E’ vero ultimaente uso il Blog come un archivio e gran poco per le mie avventure in vela. Ma tanto il blog è un diario…

stemma famiglia Castellana

Castellana o Castellano.


La si vuole d’origine fiorentina.  Ma a quanto pare da questo ceppo si sono ramificati altri 3 ceppi: TRIVENETO, PUGLIA,SICILIA.

Ramo Siciliano (stemma riportato in foto)
Un Atto a 9 dicembre 1282 è nominato da re Pietro notaro di Patti; un Nicolò, da detta città, giurisperito, a 20 gennaio 1283 ottenne dallo stesso re di poter esercitare l’ufficio di avvocato; un Filippo, da Noto, possedette sotto re Federico il feudo di Cipolla; un Giovan Luigi, da Palermo, a 12 giugno 1522 ottenne il titolo di regio cavaliere.

Arma: d’azzurro, al castello a tre torri merlate ciascuna di tre pezzi con due leoni coricati e addossati dinanzi la porta dello stesso, il tutto d’oro.

Ho staccato un po’… come direbbe Valentino

15 giorni di relax , direi che quest’anno li ho meritati alla grande.

Sardegna, Stintino, dall’Asinara alle bocche di Bonifacio, vento di maestrale…e che vuoi di più dalla vita?

Ora pero’ sono rientrato in ufficio…..e sento che il prossimo anno (biologico…) sarà molto importante per poter ben impostare il prossimo bordo.

Il Mare non ha tempo: evitato disastro

19-20 – 21 Giugno 2009 facciamo un giretto da Rosignano a Capraia con destinazione successiva Isola d’Elba.  Siamo in 7 su u SOD 35 piuttosto ben tenuto, mare piatto e facciamo rotta per Capraia. Neanche un filo di vento, maciniamo miglia a motore, ma le previsioni mi fanno pensare a qualche cosa in arrivo. Sulle Baleari una perturbazione decisa mi fa pensare a qualche possibilità di cambio di tempo e quindi magari qualche ventata in arrivo. Passano alcune ore e la perturbazione si comincia a far sentire sulla Corsica, mah…così veloce?

E infatti il giorno dopo si scatena l’inferno …

L’indomani facendo un giretto a sud di Capraia per andare verso Marciana Marina comincio a vedere da lontano le avvisaglie di cio’ che stava per arrivare….mare grosso, previsione di vento da Nord, raffiche che cominciano a pesareanche sul giovane equipaggio (34 Knt di sventolate).

Dopo aver approfittato di qualche momento di brivido e adrenalina da regalare ai miei amici decido di andare a pranzare nel primo ridosso disponibile….per fortuna….entro in porto con molte difficoltà, il vento comincia a girare da Este e a rinforzare pesantemente, gli stumenti cominciano a segnlare F7. Ormeggio, e dopo soli 10 minuti iniziamo a ballare. …. Il Mare non ha tempo , o meglio devi capire i tempi del Mare.

Continua….

L’importanza dell’incontro in cambusa

Ieri sera a casa di amici ho incontrato i partecipanti alla prossima uscita di Capraia – Elba con ProgettoVela. L’incontro con le persone che conoscerai in barca è tanto importante quanto una corretta pianificazione dell’uscita da parte dello skipper. Spesso solo le RV RB, porti, venti, approdi,ridossi, etc etc diventano quasi un dettaglio rispetto all’incontro umano.

In ogni caso la tecnica è sempre quella, dopo una piccola introduzione sulla traversata, sulle calette e le notturne, si passa rapidamente alla CAMBUSA, elemento importantissimo per la quiete dell’equipaggio. Mai far mancare una pseudo cantinetta piuttosto rifornita di vini bianchi in estate e rossi d’inverno (almeno questa è la mia intenzione…poi c’e’ un po’ di tutto) e un buon ammazzacaffè come il limoncello, ovviemante offerto dallo skipper…..

E buon vento…

presto on-line check list della mia cambusa

Capraia – Elba – Toscana ….si ritorna!

In questi mesi l’attività velica mi ha visto un po’ latitante, a dire il vero anche il mio Blog mi ha visto latitare….ma ora riprendiamo la vita di sempre.

Segnale positivo è che con gli amici di ProgettoVela ( http://www.progettovela.eu )si ritorna in barca. Si parte il 19 Giugno da Cala De’ Medici alla volta di Capraia. Notte in rada a guardar le stelle. Sabato girovagando tra Capraia e l’Elba con meta a Marciana Marina (numero due sull’indice personale di gradimento dopo Porto Azzurrro) . Domenica mattina verso Cala De’ Medici bordeggiando verso Piombino.

Finalmente si ritorna a far quello che più mi rilassa….

Facebook e la Vela

Lo so, sono molti mesi che non scrivo, ma impegni, la schiena, lavoro, mi stanno logorando.  Addirittura sono riuscito a snobbare anche la Vela..

Prometto che tornero’ ad aggiornare il mio blog presto!  (un presto relativo).

Rilancio un POST dell’amico Skipper , leggete bene e partecipate .

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1° FACEBOOK USERS SAILING EVENT – PORTOVENERE (SP) 16 / 17 MAGGIO 2009 1° Facebook User Sailing Event ( I FUSE ) – si chiamerà così il primo evento di vela completamente organizzato per mezzo del popolarissimo social network che sta “impazzando” nel nostro paese. Infatti tra gli appassionati di vela non sono pochi quelli che amano navigare ….. sul web! Al contrario, molti di loro avendo già familiarità con le moderne tecnologie nautiche (GPS, cartografia elettronica, bollettini meteo via satellite, PC a bordo ecc.), vedono il web come la naturale estensione di uno spazio infinito in cui mantenere ed alimentare i contatti con tutti gli amici del proprio equipaggio. In particolare su Facebook proliferano alcune centinaia di gruppi che spaziano dai fan dei principali team della Coppa America alle meno note squadre agonistiche locali passando per i semplici amanti del charter fino ad arrivare ai navigatori solitari. Da qui ad organizzare l’iniziativa il passo è stato breve (si fa per dire!) per Gianni “Tex” Tessaro (link: http://www.facebook.com/profile.php?id=1177698118 ) che nei mesi passati ha creato e tenuto vivo il relativo gruppo ( link: http://www.facebook.com/group.php?gid=82750045236 ) facendolo crescere fino alla ragguardevole quota attuale di poco meno di 3000 velisti. Il programma della manifestazione prevede in linea di massima per sabato 16: distribuzione delle t-shirt della manifestazione, veleggiata, lunch alla fonda, aperitivo, buffet, festa serale danzante ed altre attività mentre domenica 17 l’evento si concluderà con una veleggiata/regata, lunch e premiazioni. L’evento è aperto a tutti, non serve essere “lupi di mare” nè avere una barca propria, è sufficiente quella di conoscenti oppure noleggiarla insieme gli amici o scegliere l’imbarco singolo alla cabina con una delle società che si sono rese disponibili per l’evento: Bamboo Sailing, Barcamica, Horca Myseria, Liguria Charter, Lungarotta, Malditerra Velaclub, Straripa. Insomma un weekend all’insegna della voglia di mare e di vela, della voglia di incontrarsi oltreché sul web anche in banchina ed in boa nella splendida cornice di Portovenere. Per “imbarcarsi” in questa “avventura” mail to 1fuse@libero.it : riceverete le info dell’evento e un modulo d’iscrizione individuale.

Continui a fare silenzio? Grave strage di delfini

Riporto una notizia che Skipper di Navigamus, (grande navigatore dei mari e di internet) ha riportato sul suo Blog

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Purtroppo non siamo nuovi a queste cose: tutti gli anni al largo di Taiji i giapponesi cacciano e uccidono circa 20.000 delfini destinati, i meno robusti, alle industrie alimentari e ai ristoranti mentre gli esemplari migliori ai delfinari e ai circhi acquatici.
Una grossa denuncia su questa situazione è stata data dalla Sea Shepherd Conservation Society la società fondata da Paul Watson, cofondatore di Greenpeace: “Ho visto le baie delle isole Færøer tinte di rosso dal sangue e ho sentito le urla delle balene pilota ferite mortalmente che urlavano per la propria vita mentre bagnavano i volti avinazzati dei loro massacratori con il loro sangue caldo, ridendo mentre le stupravano con le loro lame. E’ uno spettacolo mostruoso ed è una oscenità abbracciata completamente dal governo danese e da molta gente danese. (…)”

Ecco alcune foto. Le pubblico, come ho visto hanno fatto molti altri blog e siti, nella speranza, seppur recondita, che qualcosa possa cambiare, e che il prossimo anno questa strage non avvenga.

Mi son rotto il paterazzo

Tempo fa il buon Rinaldi ha postato sul suo BlogNon capisco un Paterazzo

Questa frase mi ha fatto ricordare di quando veramente mi si è rotto il paterazzo. Circa un paio di anni fa ero in barca con degli amici ai quali stavo facendo da capobarca per un corso Fiv. Tra virate e strambate quasi al limite del voltastomaco (ogni tanto ci provo anche gusto),  decido di fare un lungo bordo a fil di ruota. Si fila a circa 8/9  nodi sostenuti da un bel ventone che ci porta sempre al limite  di una violenta strambata grazie alle gesta maldestre dei nostri giovani apprendisti. Noto subito che i ragazzi sono un po’ stanchi e volendo spiegar loro come si fa a strambare a mo’  di crocerista decido di timonare per un po’ . Spiego più e più volte l’avvertimento del genoa che si sgonfia, segno premonitore che probabilmente presto ti “salteranno le corna “ , capiscono in fretta per fortuna (quando si parla di corna…). Il vento da stabile passa a un rafficato deciso, segnale inequivocabile di divertimento all’orizzonte. Mentre decido di orzare per stringere un po’ , sento una legnata  impressionante dietro la testa, non capisco sono tutti davanti a me, che zzo sarà mai accaduto, un  gabbiano in picchiata ? Una balena in tuffo sulla mia testa? I soliti con l’F18 che vengono a rubarmi il cappellino? Che cavolo sarà mai …. Dopo pochi secondi  vedo  il paterazzo svolacchiare sopra la mia testa. “GIU’ la RANDA ….GIU LA RANDA…” urlo a più non posso … I ragazzi mi guardano e ridono….

CHE ZZO RIDETE, GIU’ LA RANDA HO DETTO… nel frattempo una botta rapida allo stopper del genoa  fa andar giù la vela di prua per quei pochi metri che servono per non far spingere troppo sull’albero. Cominciavo ad avvertire una disastrosa disalberata con la randa e albero finiti a riva a qualche centinaio di metri di distanza.

Ripeto: Giù sta zzo di randa….forse a causa del mio sguardo di fuoco i ragazzi capiscono di dover tirar giù a razzo la randa…. e così finalmente fanno…nel frattempo ovviamente   porto la barca contro vento senza farla sbattere troppo su quelle onde che potrebbero dare l’ultima botta a sartie,strallo e albero. La randa è giù … con un salto affero il paterazzo (povera schiena) ,lascio il timone al primo mal capitato, ed  in qualche maniera cerco di sistemare gli arridatoi. Da subito scopro che quel fulmine di guerra del capo-base durante la manutenzione invernale, non aveva fissato il controdado  che blocca  paterazzo-arridatorio-barca. Quella disattenzione nella manutenzione mista alle raffiche che sferzavano le vele  hanno fatto anche strappare le ultime parti di filetto… con un po’ di pazienza riesco, a mano, a fargli fare quel paio di giri per poter fissare il cavo d’acciaio quel tanto che basta per ritornare in porto.  Pericolo scampato…

 

Ecco, per fortuna c’e’ chi ironizza ma c’e’ chi il paterazzo l’ha rotto davvero…..il dramma è quando il paterazzo ti si rompe e ti cominciano a girare le sartie ahahahha….

post sempre criptici…

Adesso lascio il testo di una canzone….

Io sono Francesco (Tricarico)

Buongiorno buongiorno io sono Francesco
io ero un bambino che rideva sempre
ma un giorno la maestra dice oggi c’è tema
oggi fate il tema, il tema sul papà
io penso è uno scherzo sorrido e mi alzo
le vado vicino ero contento
le dico non ricordo mio padre è morto presto
avevo solo tre anni non ricordo non ricordo
lei sa cosa mi dice neanche mi guardava
beveva il cappuccino non so con chi parlava
dice “qualche cosa qualcosa ti avran detto
ora vai a posto e lo fai come tutti gli altri”
puttana puttana, puttana la maestra
puttana puttana, puttana la maestra
io sono andato a posto ricordo il foglio bianco
bianco come un vuoto per vent’anni nel cervello
e poi ho pianto non so per quanto ho pianto
su quel foglio bianco io non so per quanto ho pianto
brilla brilla la scintilla brilla in fondo al mare
venite bambini venite bambine e non lasciatela annegare
prendetele la mano e portatela via lontano
e datele i baci e datele carezze e datele tutte le energie
Cadono le stelle è buio e non ci vedo e la primavera
è come l’inverno il tempo non esiste neanche l’acqua del mare
e l’aria non riesco a respirare
e a dodici anni ero quasi morto
ero in ospedale non mangiavo più niente
e poi pulivo i bagni, i vetri e i pavimenti
per sei sette anni seicento metri quadri
tadanatadadana
e il mio capo il mio capo mi ha salvato
li ci sono giochi se vuoi puoi giocare il padre è solo un uomo
e gli uomini son tanti scegli il migliore seguilo e impara
buongiorno buongiorno io sono Francesco
questa mattina mi sono svegliato presto
in fondo in quel vuoto io ho inventato un mondo
sorrido prendo un foglio scrivo viva Francesco
brilla brilla la scintilla brilla in fondo al mare
venite bambini venite bambine e non lasciatela annegare
prendetele la mano e portatela via lontano
e datele i baci e datele carezze e datele tutte le energie
venite bambini venite bambine
e ditele che il mondo può essere diverso
tutto può cambiare la vita può cambiare
e può diventare come la vorrai inventare
ditele che il sole nascerà anche d’inverno
che la notte non esiste guarda la luna
ditele che la notte è una bugia
che il sole c’è anche c’è anche la sera

e finalmente Barcolana

 

Con gli amici di Progettovela stiamo organizzando la nostra presenza alla Barcolana 2008. E’ uno di quegli eventi dove ti ritrovi con vcchi amici e vedi il maggior numero di imbarcazioni a vela in una ristretta area di mare.

Ovvio non c’e’ agonismo, ma solo tanta volgia di esserci e solo per il gusto di esserci. Purtroppo l’anno scorso l’ho dovuta guardare dal mio letto, pensando ai miei amici che erano partiti 3 giorni prima con turni anche di notte di navigazione pur di esserci.

Fabio mi mandaun SMS ” E’ quasi più dura seguire il Giorgio tra le vie di Trieste che governare la barca nella Bora”. Infatti l’amico Giorgione, con il quale stiamo per organizzarci per andare a La Roquelle a vedere la partenza della Vendee Globe, è solo riuscito a stare buono in barca, poi si è dedicato ai sapori molto ENOgastronomici della zona. Da BARCOLLANA.

Stiamo organizzando e penso partiremo da Jesolo, evviva la barca…e chi viene è il benvenuto

Che delusione!

 

 

PURTROPPO L’ITALIA E’ IN MANO A QUATTRO IMBECILLI CON LA SINDROME DA GRANDE FRATELLO, SI SALVI CHI PUO’. 

Coloro che potevano aiutare questo paese (e non parlo degli attuali politici) a crescere e salvarsi da questa mania di suicidio; dunque al posto di fare team litigano e creano ombra. So che puo’ sembrare un Post criptico, ma nei prossimi giorni motivero’ con cura questo “Message in a Bottle”

Da oggi si inizia l’operazione pulizia,  cominciamo con i links di chi mi ha pesantemente deluso sotto l’aspetto umano.

To be continued…

Abbiamo trovato lo sponsor…..forse! Parte 3

Siamo in barca , e si dialoga sulla possibilità di partecipare alla Barcolana.

Tra di noi c’e’ Angelo, prima volta che esce in barca, e da subito i suoi occhi si illuminano al soffiar del vento, allo sbandare della barca, ad ogni suo record personale di velocità. Capisco subito che anche lui prima o poi verrà stregato dalla malattia del mare. E’ uno di quei classici partecipanti ai quali basta lsciar in mano una scotta (anche morta) per stimolare la  voglia di sentirsi “marinai per un giorno”.

Torniamo alla Barcolana, si pensa alla barca, io da buon cagnaccio, penso subito alla barca di Efrem, un amico dentista che ormai da 6 mesi sta aspettando che arrivi al marina di Ravenna la sua imbarcazione, un Hanse . (io allo stesso momento sono in trepida attesa di una sua chiamata … )

Parliamo a lungo e mi convinco che Pier, l’Ing., Angelo, potrebbero tranqullamente partecipare alla regata per pensionati. Vedo in loro la faccia di chi vorrebbe che ottobre fosse già alle porte, si pensa al trasferimento Ravenna Trieste, si pensa ai bordi, c’e’ quasi chi simula la partenza …. Ad un certo momento Angelo mi dice: ” …RAGAZZI FERMI TUTTI …. HO LO SPONSOR PER LA BARCOLANA…. FAREMO PARLARE MEZZA ITALIA DI NOI…..”

Li per li non capisco, come potrebbe uno sponsor far parlare mezzo mondo velistico per una semplice partecipazione alla Barcolana? Cerco di capire….

Angelo: ” Ragazzi … ci facciamo sponsorizzare lo spi, tangone, e le divise; il colore predominante sarà il nero , la barca la chiameremo LA CASSA D’AMANTE….” io continuo a non capire, cosa sono queste farneticanti conclusioni degne del più strambo dei neofiti? … ma cerco di andare avanti ed investigare…

Angelo incalza, “Ragazzi, porteremo a bordo anche un Gatto Nero pronto a portare rogna a chi si avvicina… ”

Forse comincio ad intuire, ma non voglio credere alle mie orecchie; infatti la cosa si fa seria, Angelo parte con un giro di brevi telefonate. Dopo qualche minuto si sente profferire parola “HABEMUS SPONSOR” .

Ci vestiremo con occhiali scuri, completo nero e camicia bianca, ovviamente anche gli occhiali da sole neri. “Angelo, ma chi ci sponsorizza?” e lui secco e perentorio “… UNA AGENZIA DI POMPE FUNEBRI, hai presente che parlare? mettiamo sullo spi una bella cassa in mogano “.

 E’ fatta ormai siamo qeulli della CASSA d’AMANTE. Rido per una mezz’oretta e poi penso  che effettivamente con una barca così anche Dracula potrebbe girarci al largo….

Vabbeh….

 

Report Navigazione parte 2

E’ mattina si parte per Marina di Campo , un porto di pescatori a sud dell’Elba. Dopo poche ore di navigazione senza vento avvistiamo 3 delfini che escono a prendee aria; ormai è un po’ di anni che li avvisto, ma ogni volta che li vedo con la loro pinna dorsale bella tesa (segno di vita libera in mare) provo un’emozione forte. Sono li a pochi metri da me, uno è più piccolo e segue attaccato gli altri due. Dopo una navigazione con vento leggero è ora di fermarsi. Decidiamo di entrare a Marina di Campo, avvisiamo via radio, nessuna risposta. Cosa vuoi pretendere Gio’ è il 2 di Giugno, mi ripeto, ed entro, cerco un ormeggio e decido di buttarmi all’inglese vicino la pompa del gasolio. Alcuni tedeschi con un tender di 1 metro e mezzo mi superano, mentre preparavo le cime e mi rubano il posto. Vabbeh, capiranno! mi avvicino e mentre faccio capire loro le mie intenzioni all’ormeggio, mi fanno gesto che c’e’ poco fondale… mah…. il mio strumento segna 5 mt a pochi metri da loro… e poi c’e’ posto per il gasolio. Quanto sono matti sti tedeschi.

Niente da fare mi avvicino e mi ormeggio , loro capiscono e spostano il tenderino che orma occupava spazio per almeno 10 mt. quasi fosse una 500 nel parcheggio di un TIR; per la serie con le buon si ottiene tutto!

La giornata trascorre così , tra una risata e l’altra e il solito prosecchino. Dirigiamo verso Marciana Marina, e decidiamo di ancorarci in rada per la notte in un posto molto riparato e sicuro dall’ottimo fondale. Come al solito vado in sicurezza altri 40 mt di catena (non si sa mai….almeno un paio di ore in più riusciro’ a dormire….) e siamo solo in due a ormeggiare li;  noi ed un 46 piedi battente bandiera svizzera. Piccola escursione nell’entroterra e poi si dorme. Un salto in capitaneria per controllare le carte meteo, ma come al solito mi rendo conto che è sempre il 2 di Giugno… anche loro fanno festa, neinte previsioni. Normalmente ci azzecco sempre guardano tendenza barometrica e le carte, ma con questa situazione strana dell’anticiclone dell’azzorre non sono molto preparato. E infatti la sorpresa arriva. Sono le 3 del mattino, la barca comincia ad essere scossa da onde abbastanza decise, pur essendo in rada molto riparata. Strabuzzo gli occhi e mi decido a uscire per dare una controllatina. Capisco subito le intenzioni del mare dal rumore, ancora è presto , la luna coperta ,e il tutto ovviamente mi fa solo intuire quale situazione potesse evolvere a largo. Vabbeh, torna a dormire, domani vedremo!

Purtroppo il giorno dopo saremmo dovuti essere a tutti i costi a Follonica, per lasciare a terra alcuni amici, e di riffa o di raffa quindi dobbiamo uscire comunque (gran brutto vincolo per chi va per mare). Sono le 5 il sole comincia a farmi vedere cosa accade furi dal  porto . Mare molto molto molto  mossso e vento assente. Wow mi dico… se c’e’ un modo per far star male le persone è uscire in queste condizioni a solo motore. Decido di aspettare, chiedo ai pescatori che mi dicono di lasciar perdere, altri che mi dicono ” Noi dai, tanto con 150 Cv. riesci a non schiantarti sugli scogli, apri tutto e torna a casa che poi peggiora!” .(io ho un 40 Cv.) Vabbeh, alle ore 5.30 decido di assaggiare l’onda…. dopo 30 minuti di navigazione a motore e uno scarroccio da paura decido di non battezzare gli scogli e di tornare indietro! Al massimo attorno ale 11 spero che l’aria salga e mi faccia dar tela.  Trovo l’uomo della capitaneria, il quale mi dice ” Stai in rada, dopodomani riparti….”, sul 16 Vhf un francese chiede aiuto, i miei amici cominciano a chiedermi che si fa, altri cominciano a prendere appuntamenti di lavoro per il giorno dopo , io che mi vedo bello tranquillo ad aspettare…..ed invece alle 9.00 si salpa ancora, secondo me qualche cosa arriva…. Ed infatti i miei 30 Kts di maestrale con onda formatissima travolgono dopo pochi minuti la barca. Mi domando subito se i ragazzi sono pronti a far quello che chiedo, se capiscono e se si fidano. Facccio cinghiare le 2 mogli dei miei amici e si continua. Sono costretto alla ruota e randa in mano, purtroppo Pier (l’aspirante randista) non ha ancora capito cosa fare quando la barca mi parte in straorza. Purtroppo una randa grande ed un fiocco strano mi continuano a far straorzare pur essendo terzarolati a 2 mani. Sono ormai ore di navigaizione continuando a  a lascare e cazzare, a poggiare e orzare per prendere l’onda , quando mi arriva il messaggio dal mio amico Roby: Venti maestrale in rinforzo, avvisi di burrasca a Livorno e Piombino, e canale di Piombino difficile.

Bene , mi dico, è proprio li che devo passare…. fossi solo almeno mi divertirei come un matto. Eppure guardo in faccia i miei amici e si divertono come pazzi (io anche … ). Le raffiche amumentano man mano di intensità e durata, la mia manona comincia a non reggere più la scotta di randa …quando vedo il canale di piombino….una poggiata sicura.

Quindi poggio, passo pericolosamente vicino ad una secca pur di evitare un passaggio troppo scoperto, onda al giardinetto e barca al lasco; leggere strapoggie… ‘sta barca non vuole rimanere dritta… ma d’altra parte queste onde mica posso comandarle….

La velocità aumenta, il divertimento anche , il mio equipaggio ormai è quasi esperto e riesco a cerdere la randa a Pier…siamo talmente veloci che decidiamo di andare a Porto Azzurro per farci una snana mangiata. Mi guardo alle spalle e vorrei ammazzare Roby, (quello del messaggio) il canale di Piombino non era poi così male….

Mentre navighiamo ragioniamo su alcune situazioni: l’ing, mi ha chiesto perchè ho deciso di dare tela con un vento così e con un mare così grosso ,( anche se con 2 mani di terzaroli). Stabilità e sicurezza! Alcuni dibattiti sul perchè la barca tendesse a straorzare pur avendo dato 2 mani di terzaroli…l’effetto onda accennante alla strapoggia al lasco… tutte domande semplici ma che per chi è uscito per la prima volta non meritano una risposta così banale è scontata.

Ore 14.00 mangiata a Porto Azzurro , e ore 20.00 siamo a Follonica. Ragazzi che divertimento!

 

 

Report navigazione Parte 1

Domenica 1 Giugno 2008, si parte da Bergamo ala volta di Etrusca Marina (ex Marina di Scarlino), il tempo di trovare un po’ di solito traffico sulla Cisa ed ecco a ore 12.00 l’arrivo in barca.

Pochi preparativi, molta cambusa da scaricare e uno zaino con quattro vestiti. Mi accorgo che è più lo spazio occupato dalla mia inseparabile cerata che quello dedicato al vestiario di ordinanza.

Arrivano gli amici e via rotta porto Azzurro. La solita corrente ci fa derivare un po’ verso cerboli quando , sotto un vento di 10 Kts costanti al traverso,  sento per radio una imbarcazione che avvista una “balena morta” . La radio portante è piuttosto forte quindi capisco subito che l’imbarcazione che ha segnalato è molto vicina. Esco dal mio angolo di carteggio col binocolo, non sarebbe il massimo dopo neanche un’ora di navigazione impattare con la prua contro una balena. E a ore 11 avvisto l’enorme carcassa , attorno un walzer di barche che in circolo scattano foto e ricordi della puzzolente balena morta. Io mi limito a girarle al largo e segnalare la posizione alla capitaneria, non vorrei che qualcuno la incontrasse inaspettatamente.

Riprendiamo la rotta verso porto azzurro, è ormai tardi ed un bellissimo tramonto ci aspetta mentre cerchiamo un lugo riparato nell’affolata rada dove dare ancora. Un segnale diamo 40 mt di catena e la barca è ferma. La compagnia è ottima, il dondolio di continui arrivi di vicini d’ormeggio ci fa pensare alla nostra pancia, si mangia finalmente. Riso freddo ed un ottimo prosecco .

E’ quasi notte, due chiacchiere sulla prossima giornata e tutti a nanna. Normalmente non dormo mai benissimo quando siamo in rada, ogni tanto è inevitabile dare un’occhiata al punto barca, e salendo in pozzetto mi perdo osservando le solite stelle.

Alle 3.00 AM siamo svegliati da quattro furboni i quali bussano pesantemente sul mascone della barca , esco di fretta i pensieri in 2 metri mi fanno pensare al peggio “sicuramente qualche collisione in vista , forse l’ancora spedata, forse briganti”. Ed invece 4 ragazzi con un tenderino a remi ubriachi come pochi che mi scambiano per un certo Massimo. Ho impiegato qualche minuto (in mutande) a spiegare loro che non sono Massimo ; il momento più strano è stato dopo qualche minuto quando i ragazzi mi hanno chiesto “E dove è Massimo allora?”   🙂

Sono le 7.00 AM ci “svegliamo” una sana colazione e si fa rotta a sud dell’Isola….e domani raccontero’ l’aventura di maestrale!!!

 

Ciao a tuttio

IT’S THE FINAL COUNTDOWN

Gli impegni erano troppi, le ansie molte, la schiena a pezzi pur facendo un lavoro da scrivania, l’Inter che ha vinto il campionato,   e così ho deciso …da oggi parte il CONTO ALLA ROVESCIA per la prossima uscita nell’arcipelago toscano.

Una bella settimanda di relax tra l’Elba, Giglio, Punta Ala, Corsica sulla roulotte Bavaria 40 . Il post di skipper con tanto di pasta ai gamberi (penso) e chitarra mi ha fatto venire in mente che manca meno di 10 gg. alla prossima avventura .

E intanto Alex è sempre in mare con i soliti problemi ai panelli solari e Soldini ha quasi vinto anche la Artemis Transat…

 

Oleeee ooooooo….. 

Americas Cup nuova puntata….

Il giudice Cahn emette una sentenza favorevole ad Alinghi per un’America’s Cup nel 2009

12-05-2008

Il giudice Cahn della Suprema Corte di New York ha emesso oggi una sentenza favorevole alla Société Nautique de Genève (SNG), in rappresentanza di Alinghi, Defender dell’America’s Cup, nella quale ha ordinato che la prossima edizione dell’America’s Cup, da disputare secondo le regole del Deed of Gift come richiesto dal Golden Gate Yacht Club, (GGYC), si svolga nel 2009.
 
Lucien Masmejan, capo dell’ufficio legale di SNG, commenta: “Siamo felici che il giudice Cahn abbia emesso questa sentenza, riconoscendo con questa sua decisione che sono state le azioni del GGYC che hanno portato l’America’s Cup nelle aule di giustizia e che, privare SNG del periodo di preavviso di 10 mesi previsto dal Deed of Gift, non sarebbe stato equo”.
 
“Il periodo di preavviso di 10 mesi deve cominciare dal momento in cui ci sarà una decisione finale circa la validità della sfida del GGYC e quando sarà finalmente decisa la finestra nell’emisfero Nord, come sancito peraltro nel Deed of Gift. Questo significa che le regate non potranno aver inizio prima di maggio 2009”.
 

“In ogni caso ci sono ancora diversi aspetti che rimangono irrisolti. Tra questi, il problema del certificato del GGYC è critico dal momento che lo stesso non è chiaro e contraddittorio – ha proseguito Masmejan – Fino a quando il GGYC continuerà a rifiutarsi di fornire le informazioni previste dal Deed of Gift, noi saremo costretti a continuare con le procedure legali che il GGYC ha cominciato già da tempo portando l’America’s Cup nelle aule di giustizia”.

 

Meglio una bella sana regata zonale, che un macello del genere. Sbaglio?

Soldini

 

 

Sono tornato,  a dire la verità non sono mai sparito.

Purtroppo sono stato molto impegnato tra lavoro e altre faccende meno simpatiche che in questo momento stanno influenzando troppo la mia vita .

Nel frattempo Giovanni Soldini è partito nella classe 40 per la Artemis Transat, una traversata alle alte latitudini nord i solitaria. Il nostro Giovannone il pignataro è primo, ma il bello dovrà ancora arrivare. Uscito dalla manica con molta fatica ora il comitato di regata ha posizionato un checkpoint più a sud possibile in rotta per evitare i ghiacci del nord. Seguamolo sul www.soldini.it

Per gli appassionati vi segnalo questo sito http://www.liveskipper.com/index.php?option=com_frontpage&Itemid=1   potrete provare anche voi le ebrezza di una traversata virtuale, a mio avviso molto molto interessante!

 

Buon vento a tutti e speriamo di uscire da questi bordi infiniti di bolina molto molto stretta

 

Vittorio Malingri: E’ RECORD!

riporto con felicità dal comunicato stampa diramato.

“Vittorio Malingri ha tagliato il traguardo a Guadalupa, questa mattina, alle ore 5,24’,12’’ U.T.C.
13 giorni, 17 ore e 48 minuti, sono serviti al navigatore milanese per percorrere 2.545 miglia da Dakar (Senegal) a Guadalupa (Piccole Antille), in solitario senza assistenza e senza scalo, a bordo di Royal Oak, catamarano non abitabile di 6 metri.

È la prima volta che qualcuno si misura in solitario su questa rotta, che è anche quella ufficiale per questo tipo di imprese (definite extreme sailing).
Il tempo impiegato da Malingri rappresenta dunque il record di percorrenza in solitario e quello da battere.”

 

Bene, anche perchè per alcuni giorni non si è più fatto vivo a causa di un’avaria .

Ciao

SECONDI !!!

 

Ciao a tutti , siamo arrivati secondi al campionato Italiano Open Surprise 2008 tenutosi a Luino.

Equipaggi molto competitivi e aggressivi hanno reso questa regata una SIGNORA REGATA!

Primo giorno vento da sud normale (grazie al microclima) e regate strepitose. Secondo giorno calma piatta fino alle 15.00 poi si scatena l’inferno ….ventaccio da nord (quanti nodi non lo so , potrei azzardare un fisso a 30 nodi e raffiche da …) , l’equipaggio svizzero che ci precedeva durante una poppa spezza l’albero in due….

Terzo giorno vento normale e dritti al secondo posto in classifica Open e Italiana……adrenalina a mille e tanta voglia di migliorare !!!

 

 

 

Soffiamo per Vittorio

 

 

Oggi due articoli, almeno dimentichiamo alla svelta le disavventure settimanali

Vittorio Malingri è partito da Dakar con un catamarano appositamente studiato , il Royal Oak per tentare di battere il recod di traversata fino a Guadalupa.. Soffiate anche voi su www.malingri.it

Tempo fa ho avuto la fortuna di conoscerlo, mano salda, sguardo penetrante e un volto asciutto , nella testa l’esperienza di un grande velista oceanico….forse un po’ troppe recenti rotture , per questo bisogna tutti tifare per Vittorio. Simone è con te…

 

Come denunciare per diffamazione e offese su Internet

Ciao  a tutti, svelo a tutti il mio “mestiere”. Sono un esperto in sicurezza informatica e metto a disposizione il mio sapere di aziende per la progettazione e ralizzazione di reti telematiche sicure.

A seguito di pesanti insulti rivolti alla mia persona, pubblico alcuni articoli tratti da vari siti curati da legali specializzati in ambito Internet,  per aiutare chi vorrebbe denunciare alla magistratura Italiana offese di qualisasi genere.

 

TRATTO DAL SITO http://blog.solignani.it/2002/12/11/diffamazione-via-internet/

Vorrei sapere se le calunnie, le falsità le menzogne e quantaltro, che danneggiano un cittadino italiano su un sito italiano sono perseguibili a norma di legge e se si quale è l’iter da seguire per tutelarsi. Si possono, inoltre, chiedere i danni morali e materiali se un persona è offesa e calunniata? Grazie e complimenti. (Emilio, via mail)

Certamente. Internet, da questo punto di vista, è uno strumento di comunicazione come gli altri, per cui i reati di ingiuria e la diffamazione, come possono compiersi per lettera, telefono o tramite tradizionali mezzi di comunicazione di massa, quali la radio o la televisione, possono senz’altro considerarsi realizzati tramite la posta elettronica, i newsgroup o i contenuti pubblicati all’interno di un sito. Il problema, semmai, può essere quello di individuare, sia giuridicamente che tecnicamente, l’autore del reato, visto che il documento elettronico, già previsto a livello normativo, è ancora ben lungi dall’essere diffuso nella pratica. Come si può fare ad esempio a stabilire con sicurezza l’autore di un posting all’interno di un newsgroup della rete usenet, quando il messaggio è stato inserito da un computer pubblico come ad esempio un internet point o una biblioteca? Però, al di fuori di queste ipotesi, in cui è di fatto impossibile accertare l’identità del colpevole, quando, dall’esame delle circostanze del fatto e/o magari dall’analisi dei files log dei collegamenti è possibile risalire ad un computer preciso, di pertinenza di un determinata persona, che coincide con quella che per altri versi appare come quelle autrice del messaggio, il giudice penale può accertare che sia questa persona l’autore del reato e condannarla conseguentemente. A riguardo dei delitti di ingiuria e diffamazione, c’è da dire che gli stessi sono tecnicamente diversi dalla calunnia: quest’ultima si ha quando, sporgendo una apposita denuncia querela davanti alle Autorità, si accusa falsamente una persona di un reato sapendola innocente. E’ pertanto praticamente impossibile compiere il reato di calunnia via internet, perché, ad oggi, non si possono inviare querele via posta elettronica. L’ingiuria e la diffamazione sono quei reati che si hanno quando viene offeso l’onore o la dignità di una persona, rispettivamente solo in privato o anche in pubblico. Si ha ad esempio il reato di ingiuria quando si invia una mail privato contenente offese ad una determinata persona, mentre si ha diffamazione nel caso in cui le qualifiche offensive vengano “rovesciate” dentro ad un forum o ad un newsgroup. Ingiuria e diffamazione sono divenuti, ultimamente, reati di competenza del Giudice di Pace. Per richiedere la punizione del colpevole di un reato di questo tipo, rimane sempre necessario presentare una apposita denuncia querela, cosa che può essere fatta, anche senza l’assistenza di un avvocato, presso la locale Stazione dei Carabinieri o presso la Questura. A seguito di tale iniziativa, se la Procura riterrà fondata e perseguibile la notizia di reato, il procedimento si svolgerà di fronte al Giudice di Pace territorialmente competente, il quale se individuerà un colpevole, potrà condannarlo, in seguito alle recenti modifiche legislative, solo ad una multa, cioè una sanzione pecuniaria, ovvero alla permanenza domiciliare o allo svolgimento di un lavoro di pubblica utilità.

AGGIORNAMENTO : visitate www.justicelaw.eu   è il sito di un avvocato amico davvero in gamba e preparato chiamatelo telefonicamente, e ditegli che vi manda Giovanni amico della decrescita…una mano la da sicuramente

Blocco di un Post

Cari amici ,

Ho dovuto bloccare un post visti gli insulti pesanti indirizzati  alla mia persona del tutto gratuiti e razzisti.

lo spettacolo continua.

 

 

Campionato Italiano Surprise

 

Ridiamoci alla vela.

Settimana prossima, dopo una serie di allenamenti, inizia il capionato italiano surpise che per l’edizione 2008 si terrà a Luino. Pronto ma un po’ acciaccato saro’ presente e agguerrito e speriamo in bene. Le premesse sono delle migliori.

Il surprise è una bella imbarcazione da regata con un dislocamento di 1250 Kg, in poche parole, divertente.

Regatante senza pari il Surprise si è forgiato un palmares fuori dal comune nei suoi primi anni di navigazione prima che si sviluppassero le competizioni di flotta nei monotipi attualmente molto praticate. Più di 1’500 Surprise sono stati venduti nel mondo. Navigano in Francia, Italia, Giappone, Austria, Spagna, Belgio, Germania, Portogallo e naturalmente in Svizzera dove si trova la flotta più belle con più di 600 unità sul lago Lemano. Barca di riferimento per il modo della vela il Surprise non ha finito di stupire !

Quindi dal 23 al 27 Aprile saro’ leggermente impegnato, ma dal mio portatile aggiornero’ il blog con i commenti a caldo della regata.

Margherita

Margherita è partita pochi giorni fa da Trieste, con la sua imbarcazione, con un progetto nobile: portare messaggi di solidarietà, lettere e disegni preparati dagli stessi bambini della Chirurgia dell’Ospedale Infantile di Trieste “Burlo Garofolo”, appesi ai peluche Trudi, ai bambini nelle stesse condizioni ricoverati al “Gaslini” di Genova.

In due o tre settimane dalla partenza la bionda velista, figlia di Mauro Pelaschier, arriverà a Genova, prima donna italiana a compiere questo tipo di impresa.

In questo momento si trova al traverso di Brindisi Puglia, e percorrerà le restanti miglia a bordo  di uno sloop di 38′ costruito interamente in legno dal Cantiere Alto Adriatico, uno dei leader storici nella costruzione di imbarcazioni in legno e nel restauro di barche classiche in legno.

Se volete seguirla in real time GPS : http://www.liberalavitaliberalevele.it/gps/

Navigamus ?

La risposta è SI.

Skipper è il comandante del Blog Navigamus e della sua Barca a Vela, un grande velista con un obiettivo nobile: percorrere  1000 miglia all’anno.  Se capitate sul suo Blog, capirete quanta passione c’e’ e quanta professionalità nel descrivere porti, coordinate, e consigli alla navigazione per la zona Croazia. Come scrissi tempo fa su uno di questi post, “E’ Meglio di un Portolano”.

Come tutti i buoni armatori pero’ c’e’ spesso carenza di equipaggio, e tempo fa Skipper ha lanciato un appello On-Line che riporto.

“Cari ragazzi di Jesi, Tolentino, Osimo, Macerata, Maiolati Spontini ecc. visto che la stagione di vela è ufficialmente iniziata che ne dite di provare a fare un giretto in barca?
E’ richiesta la sola e pura presenza fisica, da non confondere con la prestanza 😉 , e la disponibilità di qualche ora al pomeriggio ……. niente esperienza specifica!
Non siete neanche un po’ curiosi ? Non vi smuove nemmeno l’idea che è tutto a gratis ? “

Avessi avuto io un’opportunità simile ai tempi che furono l’avrei colta al volo, ma ,come sempre mi vien da dire, si da il pane a chi non ha i denti!! Per fotuna skipper mi dice di aver incrementato la sua forza di 5 validi elementi, ottimi presupposti per una stagione con i fiocchi.

Skipper è uno di quei velisti che ammiro perchè decidono di metter on-line il loro sapere!

ciao

Un po’ di relax

Lo ammetto, in queste settimane ho tirato un po’ troppo la corda e il fisico si fa sentire. Una risposta di Skipper mi fa ricordare di rispolverare un testo di Bernard Moitessier  .  Quale ottimo momento per una sana lettura in completo Relax, facendo finta di essere in barca con lui. Ogni volta che rileggo un libro riconosco nuovi paragrafi che mi fanno sognare, in particolare uno dei libri del celebre Bernard mi fa pensare a nuovi scenari della mia vita “Un vagabondo dei mari del sud”   .

In realtà sarei dovuto andare ad allenarmi con i ragazzi del Surprise per il campionato Italiano, ma alcune questioni irrisolte, mi hanno costretto ad uno stop forzato.  Vabbeh, comunque la mia stagione in barca riprende a pieno ritmo già da venerdì prossimo.

Oggi scrive Luca sul mio Blog, quale onore motorista mononeuronico incallito!!!! quando ti fai vedere?

Una vita dedicata al mare

Venerdì mattina incontro a Etrusca Marina una esile signora dalla stretta di mano poderosa. L’accento tradisce le più classiche origini milanesi, dopo un paio di domande scopro che ormai da molti anni ha lasciato infatti Milano, decidendo in, piena autonomia e felicità, di trasferirsi al mare.  Parlando di mare mi riferisce che ormai da tempo vive in barca 365 giorni all’anno, o meglio , ABITA in barca a vela. Lei , suo marito, il suo cane su un 50 piedi in acciaio comprato per 15 mila euro e completamente rifatto (valore attuale 80mila euro ..forse più). La signora del porto , così l’ho ribattezzata, appena parla della barca e di suo marito (compagno) le si illuminano gli occhi ; ci racconta delle difficoltà affrontate e dei sacrifici anche economici per far si che potesse realizzare il suo sogno. Le faccio i miei complimenti per come hanno tenuto la barca e mi confida che i lavori li hanno fatti tutti loro senza l’assistenza di nessuno. Leggendo libri, documentandosi a destra e sinistra hanno fatto di necessità virtù realizzando il loro sogno.

Lei ormai ci è riuscita….ora vive il mare!

Uscita all’Elba

ridotta.jpg

 Venerdì 28 Marzo 2009

Presa della barca con 6 amici a Puntone di Scarlino, Bavaria 40 Fast Cruiser, si dorme (gran poco) e la mattina ore 8.30 si parte. Rotta verso Palmaiola con poco vento vista l’ora. Tempo ottimo come la compagnia, al traverso di Palmaiola si punta verso Porto Azzurro, bellisima località da visitare in questo periodo (lato Ovest dell’isola).

Domenica 29 Marzo

Si riparte , costeggiamo a sud per poi ripartire per la più classica Punta Ala (zona di regata). Un ottimo pranzo aspettando l’arrivo di Eolo…e come previsto un bel traversone con una brezza a 15 nodi ci riporta Scarlino in compagnia di delfini, virate e strambate.

Occhio  in ingresso e uscita da Marina di Scarlino Etrusca Marina  fondale molto molto basso ma benzinai più simpatici della costa Toscana.

Ho conosciuto una coppia di malati di Mare, poi racconterò, dico solo che vivono in Barca a Vela e arrivano da una vita passata nello smog Milanese.

CVD se il porto è piccolo e le barche ormeggiate sono tante appena si decide di rientrare comincia a soffiare un ventaccio a 20 nodi che ti spinge verso le altrui prue…. per la serie la fortuna e orba ma la sfiga ci vede sempre bene, ma la poppa entra sempre giusta!

Inizia l’avventura: Buon Vento

hanse.jpg

 Ragazzi si parte!

 Inizia l’avventura di ProgettoVela, 28 29 30 Marzo saremo a Scarlino per l’uscita all’Elba. Una bella navigata verso l’isola più frequentata dell’alto Tirreno a bordo di un Bavaria 40. Ogni 15 giorni saremo a bordo delle più confortevoli imbarcazioni a vela per divertirci, mangiare, rilassarci in ottima compagnia. Aspettando la Settimana Adriatica di metà Agosto.

E’ ormai periodo di acqua e mare, Skipper è ormai pronto per la BigNavigation2008, gli amici del J24 ormai cominciano ad allenarsi, il surprise è pronto per nuove sfide,  Efrem dovrebbe essere vicinissimo alla consegna del suo Hanse (guai se non mi invita per il varo), e lo snipe inizia le fasi di carteggio della per riparare qualche infiltrazione di troppo di acqua (circa 100 litri ogni 2 ore WOW) .

Il 2008 inizia bene .Quale migliore augurio a tutti con un BUON VENTO cari amici!

Aria nuova: Amici patentatevi!!!!

regatagolfi.jpg

Cari amici

riprendo con grande voglia la ricompilazione del mio Blog. Per una nuova stagione (ormai 2009) consiglio ai miei amici di uscite di cominciare a studiare per la patente nautica oltre le 12 miglia. Se volete cominciare a fare sul serio iscrivetevi, altrimenti il timone non ve lo passo neanche con 4o° di febbre (ovviamente scherzo) .

Cosniglio pratico: Compratevi il libro “Patente Nautica oltre 12 miglia” scritto da Miriam Lettori, ed edito da Il Frangente. Ottima pubblicazione che vi segue davvero passo passo nei più cervellotici esami di carteggio, alla più divertente teoria. Miriam ha scritto davvero un bel libro, e per completare il corredo vi consiglio di comprare anche il libricino con gli esercizi di carteggio e i lucidi per verificare l’attendibilità delle vostre rotte. Se poi avrete l’onore di conoscere Miriam il corso e l’esame sarà davvero un momento di grande approfondimento in grande simpatia.

Per Skipper di Navigamus: La regata di Domenica non è andata molto bene, la testardagine nell’andare a cercare un buono mai arrivato ci ha fatto perdere posti inesorabilmente, anche questa è esperienza, siamo riusciti a mantenere la calma senza urlare , veramente in barca è calato un silenzio tombale.. ahahah Per i prossimi mesi ho finito con le regate, mi aspettano uscite all’Elba, 5 terre, e magari prima o poi ti passo a trovare.

Vita tranquilla….

“Vita tranquilla” Tricarico


Ho sempre pensato
Quando avrò questo sarò saziato
Ma poi avevo questo…ed era lo stesso
Ho sempre pensato
Troverò il mare e sarò bagnato
Il mare ho trovato… ma nulla è cambiato… nulla
Che cos’è… che io aspetto…
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando sono nato
Che sono spericolato
Io… voglio una vita serena
Perché è da quando sono nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata
Io dovrei… non dovrei
Ho sempre pensato
Quando avrò il cielo sarò stellato
Divenni una stella… ma ero lo stesso
Sempre lo stesso
Ho sempre pensato
Troverò lei e sarò rinato
Lei ho trovato… qualcosa è cambiato
Qualcosa è cambiato
L’ultima illusione non è svanita
Io libero per sempre
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato che sono spericolato
Io… voglio una vita serena
Perché è da quando son nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata
Io dovrei… non dovrei
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato che sono spericolato
Io… voglio una vita tranquilla
Perché è da quando son nato… che è
Disperata… spericolata…
Però libera… verd’è sconfinata
Io dovrei… non dovrei

STANCO !!!! e deluso

Sono un po’ stanco, non lo nego. Il mio blog lo ha già capito, altri un po’ meno. 🙂

Settimana prossima ,dopo mercoledì, mi prenderò alcuni giorni di completo Relax; la regata di domenica, il meetup che mi ha divorato inutilemnte troppe energie, i clienti che mi stressano , tra poco esplodo .Però per il momento non posso permettermelo.

Domenica prossima ultima regata del Campionato invernale, le previsioni non sono delle migliori, pero’ sperare non costa nulla .Dopo l’uscita di domenica scorsa ci siamo giocati un componente dell’equipaggio, e siamo alla ricerca del 5 uomo . Ed ecco il solito giro de Email “CERCASI ZAVORRA” . Infatti ,se il vento sarà generoso come settimana scorsa, sarà il caso di uscire con i sassi in tasca.

Intanto Alex continua a remare, lo invidio parecchio e forse lui invidia me.

Presto scrivero’ de

Che ragata !!!

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 E’ un po’ che non scrivo, ma tra lavoro, e lavoro e lavoro … mi sono  bruciato il Blog!

Ieri grande giornata di regata , soprannominata “only the brave” …pero’ se porto a casa la barca è meglio.
Scendiamo il lago  d’Iseo da Lovere a motore, vento assente, ineffetti sono solo le 9.00 cosa vuoi che ci sia. I venti termici che spazzano il lago in questo periodo tardano a farsi sentire. Comunque con un equipaggio di novizi con mille problemi alla drizza dello spi partiamo armati di molto fiducia. Il motore 4 cv mi rompe i timpani e mi fa anche un po’ spazientire, c’e’ solo spazio per poter ripassare ruoli a bordo.

Arrivano le 12.00  un bel venticello in lontananza comincia a gonfiare le vele, ma subito qualche segnale strano arriva; ogni 20 metri un salto di vento anche di 90° , assurdo e davvero preoccupante. Dopo 5 minuti vediamo arrivare da prua delle onde formate piuttosto minacciose, sicuramente più a Sud vento forte. Le mogli ci informano che a Sarnico non si riesce a camminare dal vento, ma , come al solito, non credo se non vedo e commento la telefonata con una piccola risata. Passano pochi minuti, dietro il corno di Predore vedo spuntare una schiuma e un numero impressionante di onde che fanno delle ochette davvero simpatiche . E’ il vento!!!! partiamo …due bordi di bolina e siamo dentro!

Più barche ci segnalano fortissime raffiche, e alcuni tornano indietro, un semplice sguardo con la ciurma e capisco subito che la loro intenzio è la mia … AVANTI!!!!

Entriamo nel vento, alcuni strumenti segnano 25 nodi  e raffiche di 40 la barca sbanda tremendamente,  due bordi cattivi e ci rendiamo conto che è davvero dura questa volta. Il mascone sbatte violentemente più volte sulle onde, è ormai una canzone che sentiro’ per almeno tutto il giorno (peggio di San Remo) più volte la barca tenta di straorzare, del resto la nostra barca da regata non prevede terzaroli….

Si va’, alla prima partenza siamo secondi, alti in boa e cattivissimi….fino alla prima virata, Gian quasi fisice in acqua, abbiamo dovuto lascare il fiocco per riportarlo a bordo, altra virata, con straorza finale,…..continuaiamo così….i ragazzi mi sembrano reattivi ma impauriti dalla situazione. Poppa, non ci penso neanche a dare l’ordine per drizzare lo SPI….la barca plana come mai visto….siamo velocissimi! Si arriva alla fine del lato di poppa, una violenta strambata per riorzare decisi…altra raffica e la barca sbanda paurosamente, il carrello del trasto ormai non tiene più, e lotto contro le straorze che il voento mi impone. Un cabinato scuffia, un Asso perde un uomo e lo recuperano con molte difficoltà….

Non vado avanti altrimenti ci annoiamo, riassumendo ho visto 2 volte la barca con il boma in acqua, carrello del trasto andare in mille pezzi, l’acqua che supera la falchetta e si inserisce nei gavoni, scontare una penalità da manuale e presentarsi sul cancello di arrivo come eroi; dopo questo posso dire di essermi divertito molto e di aver potuto contare su amici di regate davvero straordinari.

Grazie

Lago d’Iseo : Campionato invernale

si parte

 

Domenica 2 Marzo riparte la stagione con la 3° giornata del Campionato Invernale del lago d’Iseo.La più interessante occasioni per confrontarsi sul lago nostrano. Imbarcazioni di ogni genere si fronteggeranno a colpi di bordi e spi per aggiudicarsi il titolo di Campio d’Inverno. Il lago d’iseo è una bellissima palestra d’allenamento per color che non possono raggiungere il mare per problemi di distanza, e grazie ad un vento sempre costante nell’inserimento (Sud) e preciso come un orologio svizzero tanto da chiamarlo “ORA” . Questo vento termico lacustre inizia a soffiare da Sud circa lle 11.00 e finisce verso le 18.00 offrendo ai velisti una propulsione sicura, in uno scenario incantevole. Domenica 2 Marzo 2008 tutta davanti a Tavernola per divertisri. Io partecipero’ con l’quipaggio j24, siamo messi un po’ malino in classifica, ma speriamo che  il mio rientro (dopo lo stop forzato di 2 turni a causa dell’ernia discale ormai famosa) possaportare fortuna.

Via la coppa america entri VOR

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 Anche il colosso Alinghi comincia a scricchiolare sotto i colpi duri della finanza , e ,come al solito, alla fine di ogni America’s Cup si finisce per litigare per un tozzo di pane miliardario o qualche cosa di più. Ecco perchè a mio avviso bisogna cominciare ad addentrarsi nelle competizioni veliche più vere ed estreme le quali  mi sono sempre piaciute più delle AC Fashion  . La Vor (Volvo Ocean Race) per esempio, è una  regata miliardaria ma con la bellezza del giro attorno al mondo. Vor non risparmia colpi duri agli equipaggi, sferzando gli scafi alle latitudini più impensabili. Nel link di mondovela ci sono molti video dedicati alla VOR , regata estrema che purtroppo e troppo spesso elenca deceduti sul campo .Negli scorsi giorni Ericsson ha varato la sua prima barca per questa grande importante regata.

Per i forti di cuore riporto questo link http://www.volvooceanrace.tv/page/2005to06Documentaries/0,,12573,00.html

Riporto il comunicato stampa.

Portsmouth (England) – 13 February, 2008 – Ericsson last night launched the first of their two challengers for the 2008-09 Volvo Ocean Race at the World Trade Centre Plaza in Barcelona. The second generation Volvo Open 70, named Ericsson 3 and designed by Argentina’s Juan Kouyoumdjian, was officially christened before an audience of 1,500 guests.

Vedremo ancora la America’s Cup?

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 L’estate scorsa si è conclusa la 32° America’s Cup con la vittoria di Alinghi su New Zealand Challenger. Era appena conclusa la cerimonia di premiazione e i giornalisti sportivi già si chiedevano dove, quando e con quali regole la 33° America’s Cup si fosse disputata. Una ressa a strappare informazioni a Ernesto Bertarelli, lo svizzero armatore di Alinghi. Poche settimane dopo scorpiamo le nuove regolamentazioni decise da Alinghi per la prossima competizione, e da subito si assiste ad  un aspor ricorso al tribunale della corte suprema di  New York da parte di Larry Ellison Armatore di BMW Oracle per reali norme anti sportive. Ad oggi si aspetta ancora una risposta, ma nel frattempo Team New Zealand fa sapere che non prenderà mai parte alla prossima edizione, Salvatore Sarno ,il napoletanissimo cuore di Shosholoza (barca Sud Africana), fa sapere che gli sponsor si stanno ritirando . Riusciremo a vedere ancora la regata regina del Match Race ormai bruciata da stra-miliardari che si picchiano per mancanza del senso sportivo?

Forse ai catamarani l’ardua sentenza.

Punta Ala

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Mercoledì scorso sono passato da Punta Ala e ovviamente mi sono soffermato al Marina.

Cosa dire, chi non conosce l’organizzazione di un porto turistico così ben organizzato ed attrezzato?. Magari in tarda primavera ed estate un po’ troppo trafficato;  e porprio per questo motivo  ho scoperto un porto infrasettimanale del tutto rilassante e pacifico. L’unica gente che si avvicinava alle imbarcazioni erano i vari cantieri ormai pronti alla stagione 2008, intenti a pulire, sverniciare, etc etc . Quanto pagherei per vivere in un posto del genere…Forse pretendo troppo pensando a Punta Ala, ma ,almeno nei sogni, permettetemi di scegliere il posto che più mi piace. Giusto per non famri mancare nulla, prima di raggiungere alcuni amici a Roma, ho fatto un bel pranzetto al Marina a base di tagliolini all’astice. Forse è un piatto scontatissimo e per alcuni da “sborone”?  Ma a me, grezzone quale sono, piace troppo il cibo per pensare di rinunciare ad una simile leccornia.

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 Sapendo di fare felici altri amici che girano sul blog inserisco un  link a Webcam che ci ricorderanno del mare nel pieno grigio della città.

 http://www.puntaala.net/home/sea_puntaala_net.jpg

Snipe, solo per pochi

 

Progettista: Bill Crosby (1931)

Forma dello scafo: a spigolo

Equipaggio: 2 persone

Lunghezza fuori tutto: 4720 mm

Lunghezza al galleggiamento: 4114 mm

Larghezza: 1520 mm

Pescaggio (deriva su/giù): 150 mm / 955 mm

Superfice velica: 10,80 mq

Piano velico: randa/fiocco, tangone per il fiocco nei laschi (niente spinnaker)

Peso: 172,8 kg (scafo, albero, attrezzatura fissa, timone, deriva)

Regolamento di costruzione: strettamente monotipo con possibilità di innovazioni su attrezzatura, manovre e disposizione della coperta

Interpretazioni delle regole della classe: www.vivoscuola.it <!—->

Costruzione (scafo): varia a seconda del costuttore; generalmente sandwich di balsa o termato in vetroresina (poliestere o epossidica) con talvolta lavorazione sottovuoto; alcune barche in legno (nuove e vecchie) sono ancora competitive ; nessun materiale esotico (niente carbonio o kevlar)
www.snipe.org/articles/noe
www.snipe.org/articles/woodboat

Costruttori: numerosi in Europa, Stati Uniti e Sud-America e Giappone.
www.snipe.org/buy/new

Costruzione (albero): in alluminio con rastrematura sulla punta. (carbonio espressamente vietato)

Manovre correnti: cunninghams fiocco/randa; vang; base randa; controllo della flessione dell’albero; archetto; drizza del fiocco (si lasca con l’uso del tangone)

Usato: lo Snipe, a differenza di altre derive, rimane competitivo molto a lungo. Esistono ottime occasioni di barche usate

Associazione di classe internazionale: www.snipe.org

Associazioni di classe nazionali: www.snipe.org/regional

Flotte Snipe in Italia: flotte

Flotte Snipe nel mondo: www.snipe.org/specs/usfleet, www.snipe.org/specs/interfleet

 Regate principali: Campionati Mondiali: Assoluti, Juniores, Femminili, Master. (tutti ogni 2 anni) Campionato dell’emisfero occidentale (ogni 2 anni in opposizione ai mondiali) Campionati Europei (ogni 2 anni in opposizione ai mondiali) Campionati Nazionali (tutte le nazioni e ogni anno) Campionati Nord-Americani Campionati Sud-Americani

Regate principali in Italia: Campionato italiano assoluto, juniores, femminile e master (ogni anno), 4 regate Coppa Duca di Genova (regate nazionali in località diverse), Campionato del Sud Europa, Campionato dell’Adriatico, Campionato del Tirreno, Campionati zonali (organizzato nelle singole zone su un determinato numero di prove/regate), numerose regate locali, Campionati invernali

Soldini e D’Alì vincono la Transat Jacques Vabre ma…

  
 Dopo 22 giorni 13 ore e 22 minuti di regata Giovanni Soldini e Pietro D’Alì sono stati il primo equipaggio a tagliare il traguardo dei Class40 della Transat Jacques Vabre!Una incredibile e grande regata condotta con maestria ed ingegno. Due eroi della vela italiana e mondiale che con caprbietà ed esperienza arrivano mostrando la poppa a blasonati coppie di regatanti.I retroscena pero’ sono davvero fantozziani, Pietro e Giovanni infatti prima di partire durante il trasporto della barca, vengono addirittura speronati di notte da un peschereccio provocando danni enormi; tuttavia in un cantiere portoghese riescono a sistemare la barca e ripartire, appena in tempo per partecipare alla regata e vincere. Dopo ore sotto spinnaker, rompono e Giovanni Soldini ha passato una notte intera a ricucire la bugna, entrano in giorni di bonaccia equatoriale, eppure stanno davanti a tutti.

Bene, l’unica nota stonata? Nessun giornale, televisione,  parla di tutto questo …. bene, anzi male….sarà il solito Fare Vela o Bolina a recensire l’evento, ogni tanto mi viene un po’ di tristezza.

Il sogno di Margherita ; tale padre tale figlia.

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Si avvicina sempre più la data della partenza di Margherita Pelaschier da Trieste per la sfida dei suoi sogni di quattordicenne: il  25 gennaio presso lo Yacht Club Adriaco è stato presentato il progetto “Libera la vita, libera le vele” in occasione del varo di Alto Adriatico 38′.Alto Adriatico 38′ è l’imbarcazione con cui Margherita navigherà da Trieste a Genova nella sua sfida in solitario a favore dei bambini della chirurgia pediatrica dell’Ospedale Infantile Burlo Garofolo di Trieste, una sfida che la vedrà impegnata nel prossimo mese di marzo sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alle patologie chirurgiche infantili e raccogliere fondi in favore dei progetti promossi da A.B.C. Associazione per i Bambini Chirurgici del Burlo onlus.
Già da qualche anno la giovane navigatrice bionda è testimonial di ABC Burlo, sulle barche dove ha regatato sventola la bandiera dell’associazione nata nel 2005 dall’iniziativa di alcuni genitori provati dalla dolorosa esperienza per la malattia dei loro figli e finalmente in questa occasione realizzerà il suo piccolo grande sogno.Nella serata del prossimo 25 gennaio Margherita Pelaschier presenterà Alto Adriatico 38′, l’imbarcazione realizzata dal Cantiere Alto Adriatico di Monfalcone, leader nella lavorazione del legno, sensibile anche alle problematiche ecologiche e sociali, con una filosofia aziendale basata sul rispetto del lavoratore e del lavoro.
Alto Adriatico 38′ è una barca ecologica, leggera quanto una in vetroresina, che unisce la metodologia di costruzione classica del legno a un metodo di taglio e assemblaggio moderni, senza fabbisogno di manutenzione degli scafi tradizionali.

“Questa settimana c’è stato il varo tecnico di prova della barca e io, appena tornata dalla mia traversata atlantica, sono rimasta stupita dalle migliorie apportate, è un vero gioiello! Ora inizieremo le prove in mare con delle vele provvisorie per iniziare a capire come reagisce in navigazione. Infine apporteremo delle piccole modifiche alla barca di serie per facilitare le manovre in solitario.
Ringrazio il Cantiere Alto Adriatico e mio papà che ha seguito i lavori, per l’impegno con cui si sono dedicati alla barca e per l’entusiasmo con cui hanno sposato il progetto.”

Margherita che dall’età di 14 anni ha il desiderio di navigare in solitario, partirà da Trieste, prima donna italiana a compiere questo tipo di impresa, per portare messaggi di solidarietà, lettere e disegni preparati dagli stessi bambini della Chirurgia dell’Ospedale Infantile di Trieste “Burlo Garofolo”, appesi ai peluche Trudi, ai bambini nelle stesse condizioni ricoverati all’Opedale Pediatrico “Gaslini” di Genova.

La traversata di Margherita è prevista per il mese di marzo dalle banchine dello Yacht Club Adriaco di Trieste e si concluderà dopo circa 12 giorni di navigazione a quelle dello Yacht Club Italiano di Genova.

Già fin d’ora è possibile seguire il progetto di Margherita attraverso il sito www.liberalavitaliberalevele.it. Inoltre, attraverso un sistema GPS e GPRS fornito da Move&do di Trieste leader nel settore del mobile resources management, sarà possibile seguire in tempo reale la posizione della barca durante l’impresa.

Capt. Simone Bianchetti

Sono in aereo ,e volo verso Valencia per assistere ad una tanto sperata sessione della 32nd America’s Cup. Una regata dai sapori miliardari, formata da equipaggi in guainti bianchi, ma con l’esperienza di anziani navigatori. Ma ora mi fermo un giorno scrivero’ di questo.Un amico di scorribande spagnole mi allunga un libro, “I colori dell’oceano” il libro sull’inossidabile Capt. Simone Bianchetti . Leggo le prime righe leggermente impaurito da un possibile testo pesante e poco fluido, invece mi ricredo da subito. Non sono un grande lettore, ma quelle prime righe di diario mi rapiscono l’anima, parole bagnate dalle nebbie dell’alto adriatico e sferzate da un vento di libertà incredibile. Inizio a leggere, un volo di oltre un centinaio di pagine all’interno delle quali vorrei ritrovare anche il mio nome.

Simone, una ragazzo che sin dall’età di 16 anni comincia a farsi devastare le sinapsi da un pensiero fisso “la Around Alone” nonchè la regata delle regate,niente paura marinai, è solo il giro del mondo in solitario. Una regata dove stress fisico ed emozioni regalano emozioni in quantità a chi partecipa e a chi ti aspetta a casa.

Un giovane uomo in grado di navigare i mari più tempestosi con le imbarcazioni a vela più sicure del mondo, il libro non è un manuale di navigazione, ci mancherebbe altro, è l’incredibile registro delle emozioni di un uomo che ha tramutato in realtà il sogno di una vita. Partecipare alla regata delle regate.

Una vita intera dedicata alla vela e al sostenere economicamente le sue imprese, leggo di un velista che all’età di 16 anni andava a scuola a Cervia con la sua barchettaa vela, leggo di imprese titaniche per la ricerca degli sponsor (alle volte penso che alla fine lui sia diventato anche un grande uomo di marketing) .

Ma il suo sogno era da sempre quello di cimentarsi nelle regate oceaniche in solitario. Cominciò con il Boc challenge nel 1995, poi nel 1996 si piazzò secondo nell’Europa 1 star da Plymouth a Newport a bordo della Merit Cup messagli a disposizione da Cino Ricci. Le ambizioni crebbero e Bianchetti partecipò nel 1998 alla Route de Ruhm e poi riuscì nell’impresa di essere il primo italiano a concludere la Vendee Globe, regata intorno al mondo in solitario senza soste e senza assistenza. Ma l’impresa per cui è entrato nell’immaginario collettivo degli amanti della vela è stata l’Around Alone: Bianchetti dimostrò le sue grandi doti: un uragano non lontano dalle coste della Spagna gli aveva strappato l’albero del suo monoscafo. Il Re di Spagna gli mise a disposizione per riparare il danno un porto della marina militare spagnola. Lui ripartì e riuscì a conquistare un prestigioso terzo posto, unico italiano a concludere la prova.

Mentre veleggia riesce anche a pensare e scriver poesie ‘L’ Enigma religioso dell’ estuario”‘ è una raccolte di sue poesie. Un vulcano di idee.

Purtroppo Simone ora straorza tra le nuvole, il 28 Giugno 2003 si spegne all’improvviso per un aneurisma a soli 35 anni. Era in barca con amici nel porto di Savona, incredibile.

EDITORE TEA

SIMONE BIANCHETTI- FABIO POZZO

Le “Boe” intelligenti….?!?

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La trovata del 2006 per le 5 Terre liguri è rappresentata sicuramente dai gavitelli intelligenti per i diportisti. Si tratta dei gavitelli prenotabili via internet o telefonicamente, che sono in grado di riconoscere automaticamente l’utente abilitato e,  con un sistema telematico completamente informatizzato, controllare e gestire l’ormeggio delle imbarcazioni da diporto. Il diportista, una volta riservato il suo codice di accesso, viene identificato tramite il Seapass, un anello che può essere spedito presso il suo domicilio o ritirato al suo arrivo, che posto sulla cima di ormeggio interloquisce con il gavitello. Quest’ultimo è in grado di trasmette i dati attraverso un radio modem direttamente al centro operativo, sia confermando il via libera accordato all’imbarcazione sia segnalando un uso non consentito della boa. Le cinquanta  boe intelligenti suddivise nei  tre campi ormeggio, di Monterosso, Vernazza  e  Riomaggiore , saranno anche in grado di garantire un monitoraggio costante dell’ambiente e dell’inquinamento marino, fornendo al Parco Nazionale tutti i dati in tempo reale.

L’informazione sopra riportata è presa dal sito del parco nazionale delle 5 terre, ma una domanda sorge più che spontanea, ma chi li ha visti chi li ha provati?

Nodi e bitte

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Dato che amici mi hanno detto che non sanno cosa è una bitta, inserisco una piccola descrizione ma sopratutto un’immagine che possa definire meglio come viene usata e ovviamente quali nodi usare su di essa. Come tutti i nodi fondamentali, questo è uno di quei nodi che fanno la differenza in fase di ormeggio sicuro in porto, o per fermare la barca su un gavitello sulla bitta di prua.

Sulle bitte da ormeggio in porto io preferisco un nodo parlato semplice perchè è più rapido da effettuarsi ed abbastanza sicuro, tuttavia c’e’ chi usa la gassa d’amante  la quale a mio avviso va sempre controllata perchè a lungo tende a sciogliersi.

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vi segnalo anche questo link che vi insegna con un video a fare sti benedetti nodi…

http://www.velagratis.it/default.asp?P2=8nodi(2).asp

http://www.velagratis.it/default.asp?P2=8nodi.asp

Progettovela

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Spero che il 2008 sarà ricordato come l’anno della svolta. Tante carne al fuoco ma soprattutto un progetto legato al mondo della vela che da tempo progettavo. Insieme a diversi amici stiamo creando un’associazione che possa riunire tutti color che hanno voglia di navigare i nostri mari in completo relax.  Progettovela, così abbiamo deciso di chiamare la nostra avventura; io Will e Pier, saremo i soci fondatori e speriamo che molti amici si uniscano alla nostra causa; il nome mi è piaciuto da subito, un po’ come il mio vecchio progetto riguardante l’abbandono quasi totale del continente “fermo” per quello più vasto della terra.

Era molto tempo che sognavo di iniziare a creare qualche cosa di serio nell’ambito velistico, fino ad oggi solo regate, corsi e veleggiate con amici più o meno affidabili (vedi la compagnia del Cavallo). Da Aprile iniziremo ad uscire durante i week-end coinvolgendo mogli, amici, parenti etc etc…

 Beh, un buon vento anche a Progettovela